Dopo anni di attesa, i genitori diventano italiani, ma loro restano stranieri. A Torino sono 102 i bambini nati all'estero che, per effetto della legge voluta dal Governo Meloni nel 2025, non hanno ottenuto la cittadinanza del nostro Paese nonostante mamma e papà siano stati "naturalizzati". Prima della modifica alla normativa infatti era in vigore lo “iuris communicatione”, ossia c'era la trasmissione diretta di questo diritto alla progenie.
I numeri
Dal momento dell'entrata in vigore delle nuove regole della destra, i figli di immigrati non acquisiscono più in automatico la cittadinanza italiana. Neppure nel caso siano residenti in Italia legalmente e continuativamente da almeno due anni. A Torino si trovano in questo nuovo limbo - o meglio condizione di disparità - 102 giovani. Sessantadue sino al 31 dicembre, a cui se ne aggiungo quaranta nel 2026. Numeri forniti dall'assessore ai Servizi Civici Francesco Tresso, su sollecitazione del consigliere del Pd Abdullahi Ahmed.
"Statisticamente, - ha spiegato Tresso - si può rilevare che nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze e ragazzi più vicini alla maggiore età e con fratelli/sorelle più piccoli che, al contrario, essendo nati in Italia e qui residenti da almeno due anni, acquistano la cittadinanza italiana immediatamente insieme al genitore convivente". Una modifica, quella voluta da Meloni, che di fatto crea differenze tra i figli all'interno di una stessa famiglia.
Come ottenere la cittadinanza
Sulle barricate l'esponente dem, che definisce la normativa voluta dal Governo "una vera porcheria: sancisce e certifica l'esistenza di cittadini italiani di serie B". Per ottenere la cittadinanza italiana i requisiti sono già di per sé molto severi: 10 anni di residenza continuativa, un reddito stabile, la fedina penale pulita. A questo si aggiunge un'attesa minima di 3 anni per la risposta definitiva: dopo 13 anni si presta giuramento.
"Nonostante tutto questo percorso, - spiega Ahmed - per chi ha voluto questa modifica sei comunque un cittadino italiana a metà. Ecco perché sono disgustato. Per questo chiederò al sindaco e al segretario del PD Marcello Mazzù che la questione venga portata su un piano nazionale, e darò supporto alle famiglie che intendono fare ricorso contro questa legge ingiusta".














