Spaccio, bivacchi, minimarket aperti fino a notte fonda e residenti esasperati. Il caso di largo Giulio Cesare torna al centro del dibattito politico in Circoscrizione 6, dove il tema della sicurezza e del degrado è approdato anche all'interno del Consiglio del mini comune tra richieste di maggiori controlli, accuse di interventi inefficaci e cittadini che denunciano una situazione fuori controllo ormai da anni.
Area fortemente problematica
Nel confronto emerso durante il dibattito, il quadro descritto da più parti è quello di un'area ancora fortemente problematica nonostante gli interventi portati avanti negli ultimi anni tra controlli commerciali, operazioni della polizia locale, lavori di manutenzione urbana e rimozione di alcuni nascondigli utilizzati per la droga.
Il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, ha ricordato come sulla zona siano stati effettuati numerosi lavori sia da parte dalla Circoscrizione sia dalla Città, sottolineando però come restino pesanti criticità legate allo spaccio, alla compravendita di merce di dubbia provenienza e a problemi amministrativi e di degrado urbano.
Sulla stessa linea anche il coordinatore della V Commissione, Alessandro Ciro Sciretti, che ha parlato di un percorso che ha richiesto impegno e investimenti tra interventi commerciali, ambientali e di decoro, ma che non avrebbe ancora prodotto un miglioramento complessivo dell'area. Secondo quanto riferito, durante alcuni sopralluoghi le situazioni problematiche tenderebbero semplicemente a spostarsi nelle vie vicine alle aree presidiate.
"Non vogliamo altre riunioni"
Durissimo l'intervento di una residente della zona, che ha contestato l'efficacia dei controlli effettuati fino ad oggi. La donna ha spiegato di aver raccolto negli anni video, segnalazioni e prove inviate a prefettura, questura e forze dell'ordine senza però ottenere riscontri concreti.
"Non vogliamo altre riunioni, chiediamo aiuti seri", ha detto durante il dibattito, denunciando risse, accoltellamenti e situazioni di degrado che andrebbero avanti da anni. Nel mirino soprattutto alcuni minimarket della zona, accusati dai residenti di trasformarsi di fatto in punti di ritrovo notturni legati all'abuso di alcool.
La residente ha inoltre criticato gli orari dei controlli, sostenendo che molti interventi verrebbero effettuati nelle ore del mattino quando le persone segnalate non sarebbero presenti in strada. Pesanti anche le accuse sull'assenza di interventi immediati dopo alcune chiamate al 112.
Martelli: "Da sola la polizia locale non basta"
Per la capogruppo del Pd Isabella Martelli si tratta di "una delle questioni più complicate" affrontate sul territorio della Circoscrizione 6. Martelli ha parlato di segnalazioni continue da parte dei cittadini e di una situazione destinata a peggiorare nei prossimi mesi, soprattutto con il tema legato all'area Gondrand e alle persone che gravitano attorno alla zona.
Secondo l'esponente dem il problema non può essere affrontato soltanto sul piano della sicurezza: durante il confronto ha infatti richiamato anche la presenza di giovani italiani con fragilità sociali e problemi psichiatrici, chiedendo un approccio condiviso tra servizi sociali, istituzioni e forze dell'ordine.
Martelli ha inoltre sottolineato come la sola polizia locale non possa affrontare autonomamente situazioni così complesse, auspicando un maggiore coinvolgimento anche di prefettura e questura.
Speranza: "Troppi agenti negli uffici"
Tra gli interventi più duri quello del vicepresidente della Circoscrizione 6 Luciano Speranza, che ha chiesto una riflessione sull'organizzazione delle forze dell'ordine e della polizia locale.
"Mi chiedo se negli ultimi decenni sia mai stato fatto un censimento reale delle persone che bivaccano stabilmente in quella zona", ha dichiarato, sostenendo che molti dei soggetti segnalati dai residenti sarebbero sempre gli stessi.
Speranza ha poi puntato il dito contro la carenza di personale operativo sulle strade: secondo il vicepresidente sarebbero troppo pochi gli agenti disponibili per effettuare controlli e operazioni sul territorio a causa della mancanza di organico. Da qui la proposta di ridimensionare il personale impiegato negli uffici, destinando parte degli agenti ai pattugliamenti in strada. Il vicepresidente ha quindi chiesto una riorganizzazione del corpo e maggiori controlli sul fenomeno.
La replica della polizia locale
A rispondere alle critiche è stato il commissario della polizia locale della sezione 6 Dario Righetti, che ha difeso il lavoro svolto nell'area spiegando come i controlli vengano effettuati con modalità differenti e coinvolgano più enti e forze dell'ordine.
Righetti ha ricordato le operazioni commerciali contro la vendita irregolare di alcool, i controlli in borghese nei minimarket e gli interventi che hanno portato anche a sospensioni temporanee di alcune attività. Ha inoltre confermato che le segnalazioni raccolte vengono portate ai tavoli coordinati con le altre forze dell'ordine.
Il commissario ha però precisato che i minimarket, in assenza di specifiche limitazioni normative, possono restare aperti anche nelle ore serali, mentre sul fronte dello spaccio ha ricordato come il consumo di sostanze non costituisca di per sé un reato penalmente perseguibile.
Nel corso del dibattito è stato infine ricordato come negli ultimi mesi siano già stati rimossi alcuni punti utilizzati come base logistica per attività illecite, tra cui la cabina Italgas presente nell'area.














