"Sebbene in forte ritardo rispetto alla mia richiesta e con dati risalenti al 2024, finalmente l’assessorato regionale alla Sanità ha risposto al mio accesso agli atti sulla Prevenzione Serena. L’esito, che allego, denota una grande efficienza della nostra Regione nel mandare gli inviti alla popolazione bersaglio dello screening mammografico, del colon retto e della cervice uterina (la copertura da invito supera il 100%), ma un numero insufficiente di risposte. Solo 180.000 su 331.000 piemontesi hanno aderito allo screening mammografico e solo 146.000 su 351.000 a quello della cervice uterina. Maglia nera per lo screening del colon retto: solo 173.000 su 447.000 hanno aderito. Supponendo che non tutti i non aderenti siano persone facoltose che si rivolgono al privato, sorgono seri dubbi sull’efficacia degli inviti. Forse le lettere non bastano. La Regione dovrebbe ideare nuove modalità per raggiungere i destinatari, magari ispirandosi alle cinque Regioni che nella classifica ministeriale LEA 2023 ci hanno superati nel punteggio della prevenzione:
Veneto: 98
Trento: 98
Emilia-Romagna: 97
Lombardia: 95
Toscana: 95
Piemonte: 93
Inoltre, andrebbe valutata l’estensione anagrafica dello screening mammografico, a partire dai 40 anni e oltre i 69 anni di età.
Nell’attesa di verificare eventuali migliorie da parte dell’assessorato, ho richiesto i dati relativi al 2025".
spiega in una nota la consigliera regionale PD Monica Canalis.















