"Stanno bene, hanno già avuto visite consolari e sono in buone condizioni di salute". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fornito aggiornamenti sulla sorte degli attivisti italiani detenuti nella Libia dell'est, a margine dell'evento "Obiettivo Export: imprese e territori del Sud Italia, verso la conferenza nazionale dell'Export 2026" in corso a Bari. Dieci in tutto gli attivisti della Global Sumud Land Convoy trattenuti a Bengasi, tra cui due italiani, entrambi pugliesi, e un terzo cittadino con doppia nazionalità italiana e uruguaiana.
"Ora se ne è aggiunto un terzo, un italo-uruguaiano. Stiamo lavorando perché possano tornare in patria il prima possibile" ha dichiarato il ministro, precisando che le visite consolari sono già state effettuate e che "sono stati consegnati anche beni alimentari da parte del console". Tajani ha poi aggiunto: "Speriamo che si faccia in fretta. Non dipende da noi, stiamo esercitando tutto il nostro potere per convincere Bengasi a rilasciarli il prima possibile. Speriamo di accelerare i tempi del rientro".
I due connazionali sono Dina Alberizia, insegnante foggiana di 67 anni in pensione che aveva lavorato per anni al Comune di Torino, e Domenico Nico Centrone, 33 anni, insegnante e documentarista di Molfetta, in provincia di Bari.














