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Eventi | 16 giugno 2026, 17:30

Torino sceglie lo stile: torna l’appuntamento con la Fashion week, puntando sul riciclo

Appuntamento a Palazzo Paesana (e non solo) dal 27 giugno al 3 luglio con gran finale alle Ogr. Stefanoni: “Contrastare lo spreco del fast fashion”

Immagine d'archivio

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Torino torna a mettersi in ghingheri: dal 27 giugno al 3 luglio riparte la Fashion Week, con un’edizione che propone un calendario ricco e tantissimi appuntamenti. Sette giorni di sfilate, ovviamente, ma anche talk e incontri b2b pensati per sviluppare collaborazioni e progetti comuni. 

Cornice speciale e storica

La cornice sarà il Piano nobile di Palazzo Saluzzo Paesana, in via della Consolata. Ma gli appuntamenti dell’1 e 2 luglio, dedicati alla Torino fashion match, si svolgeranno presso Eataly, in sala Carpano. In cabina di regia Claudio Azzolini e TModa, insieme a Cna Federmoda, Unioncamere Piemonte, Camera di Commercio di Torino e la rete Enterprise Europe network. In città arriveranno dunque stilisti, ma anche buyer, designer, aziende e addetti ai lavori. La festa finale si terrà invece alle Ogr.

Edizione numero 11 (e numeri)

Si tratta dell’edizione numero 11. “Un’edizione che si annuncia esplosiva e con tante novità che non permettono di dare spazio alla ruggine del tempo - dice Alessio Stefanoni, responsabile torinese e regionale di Cna Federmoda - I dati dicono che sono attive 1326 aziende di moda a Torino, di cui 854 sotto la Mole e 472 nella città metropolitana. L’età media vedono circa la metà tra i 50 e i 69 anni, mentre oltre 500 sono tra i 30 e i 49. Questo vuol dire che il mondo della moda è ancora molto vivo e dinamico”.

Sono poi sempre di più le persone interessate ad aprire un’attività in questo ambito, così come sono sempre di più gli italiani, anche per l’integrazione progressiva della cittadinanza di seconda generazione. Le scuole di settore stanno dando una mano enorme, seguendo anche un meccanismo competitivo che fa emergere i talenti migliori”, conclude Stefanoni. “Il nostro messaggio è poi contrastare quel fast fashion che, in nome di prezzi stracciati, invade il mercato con capi di bassa qualità e che alimentano lo spreco, visto che circa la metà dei prodotti vanno direttamente nella spazzatura”.

Non solo denaro 

E la presidente Mioara Verman concorda: “La moda non è solo denaro, commercio e business. La nostra manifestazione vuole essere diversa da quelle che si vedono in giro. Per noi è importante la matrice artigiana, solidale e sostenibile. E la partecipazione delle scuole è fondamentale”.

Una delle collaborazioni coinvolge invece Miss Italia, visto che alcuni capi saranno selezionati per essere poi indossati in occasione della manifestazione di bellezza per eccellenza.

Iniziativa per lo sviluppo dell’Africa

Ma non manca il respiro internazionale: come quello legato a Ida International, Iniziativa per lo sviluppo dell’Africa, progetto che si dedica al settore proprio nel Continente Nero. "Mettiamo insieme aziende di tutto il mondo con quelle africane per sviluppare business insieme in tutti i settori - conclude Andrea Giannetto, presidente di Ida International - La nostra presenza alla Torino fashion week è legata alla valorizzazione dei talenti africani, donne e uomini, che hanno una forza e una capacità che permette loro di stare a livello di tutte le entità degli altri territori. Parteciperemo con un paio di stilisti africani, ma in rappresentanza di 21 atelier di Senegal e Costa d’Avorio".

La più giovane e le scuole

Giulia Salsi sarà invece la stilista più giovane a partecipare alla TFW. Sta finendo il percorso di studi al Burgo e propone il suo brand Sunflower. “Lavoro con tessuti riciclati e scampoli e spero di poter sviluppare anche in futuro questo tipo di approccio”. Tra le altre scuole coinvolte anche il Passoni, lo Zerboni il Floriana Ferrero di Pinerolo, ma anche l’Hclab, il Sella-Aalto-Lagrange, Arte e Moda Cesip e l’Associazione alte scuole tecniche San Carlo.

Questo evento è una ricchezza per la nostra città - dice l’assessore comunale Paolo Chiavarino - innovativo e attento ad aspetti importanti per la nostra città. A cominciare dai giovani e da chi vuole dare un contributo alle diverse espressioni di sensibilità e identità. Un patrimonio arricchente per la città: una città che ha grandi tradizioni legate al taglio e alla sartoria”.

Massimiliano Sciullo

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