Non solo spettacolo, ma anche cultura, benessere e visione sociale della danza. La seconda edizione del “No Limits Dance Festival Nazionale” arriva a Torino il 20 e 21 giugno con il tutto esaurito già annunciato e un programma che intreccia palcoscenico e riflessione pubblica sul ruolo della danza adulta nella società contemporanea.
Un evento che, sotto la direzione artistica di Renè Cosenza e con il patrocinio della Città di Torino, si conferma come uno dei pochi appuntamenti nazionali interamente dedicati alla danza praticata in età adulta, con l’obiettivo dichiarato di superare stereotipi e barriere anagrafiche nell’accesso alla pratica artistica.
Sold out e numeri in crescita
L’edizione 2026 registra numeri in forte crescita: oltre 300 danzatori, 28 scuole partecipanti e due giornate già completamente sold out al Teatro Astra, in via Rosolino Pilo. Un dato che, secondo gli organizzatori, conferma la trasformazione del festival da iniziativa di settore a spazio nazionale di confronto e partecipazione culturale.
Il progetto punta a valorizzare la danza non solo come disciplina performativa, ma come strumento di benessere psicofisico, socialità e inclusione.
Il tributo ad “A Chorus Line”
Uno dei momenti centrali del festival sarà il tributo ai 50 anni del musical “A Chorus Line”, considerato un’opera simbolo della storia del teatro musicale internazionale.
Nel corso delle due serate, tutti i partecipanti saranno protagonisti di una grande esecuzione collettiva sulle note di “One”, con coreografia originale di Michael Bennett e una rielaborazione scenica firmata dallo stesso Cosenza per il festival torinese.
Accanto ai danzatori, la Compagnia Adriana Cava Jazz Ballet porterà in scena una rievocazione della celebre audizione, momento cardine del musical.
Danza come comunità: il messaggio del festival
Il cuore del progetto resta però la sua impostazione culturale: la danza come esperienza accessibile, senza limiti di età e senza distinzione tra professionisti e amatori. “Quando abbiamo immaginato il No Limits Dance Festival - ha dichiarato il direttore artistico -, volevamo creare un luogo in cui la danza potesse essere vissuta come esperienza artistica, umana e sociale senza limiti di età”.














