Il 118 di Azienda Zero è intervenuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 26 giugno, a Settimo Torinese in via Niccolò Paganini 7 per un incidente sul lavoro.
Inutile l'intervento dei sanitari del 118
Un addetto di 64 anni è stato investito e schiacciato da un autocarro che transitava all'interno dello spiazzo della ditta e dalla motrice del proprio autocarro, che, dai primi accertamenti sembrerebbe essere stata lasciata senza freno a mano. L'uomo è deceduto in seguito ai traumi riportati. Il personale sanitario intervenuto non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Su quanto accaduto ora indagano lo Spresal insieme alla tenenza dei carabinieri di Settimo.
“Nell’esprimere profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima – dichiara la segretaria generale della UIL Piemonte Chiara Maffè– riteniamo inaccettabile l’inarrestabile sequenza di morti sul lavoro che, in Piemonte, nei primi quattro mesi dell’anno, sono stati 23, di cui 10 in provincia di Torino. Non possiamo più rimandare una profonda riflessione sulla necessità di affermare una cultura della sicurezza, contrapponendola alla logica imperante del profitto”.
"Nell’attesa che le indagini facciano il loro corso, va detto che al momento dell’incidente USB LAVORO PRIVATO DI TORINO stava ultimando un dettagliato esposto che verrà presentato agli organi ispettivi proprio per denunciare le gravi carenze di sicurezza presso le filiali BRT e ARCO SPEDIZIONI Spa - sottolinea il sindacato di base - Il tragico epilogo non è che la terribile controprova delle segnalazioni che USB si appresta a depositare, in un settore lavorativo martoriato da ritmi incessanti e carenza di sicurezza, nel pieno della canicola estiva. È un sistema pressante e asfissiante, che sacrifica sull’altare del profitto la vita umana: serve una netta inversione di tendenza, a cominciare dall’istituzione del reato di omicidio sul posto di lavoro, perché se è possibile che gli sfruttatori di tale sistema non rispondano delle loro responsabilità, la società attuale non ha futuro".
“La sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un costo ma rappresentare un investimento continuo in tecnologie, manutenzione, organizzazione del lavoro, formazione e prevenzione – dichiarano Sarah Pantò, segretaria della CGIL Torino e Giuseppe Santomauro, Segretario Generale della FILT Piemonte - Per questo i datori di lavoro devono concepire gli investimenti in innovazione e sicurezza come un processo necessario a salvare vite umane. Ogni ritardo nell'adozione delle migliori tecnologie disponibili rischia di trasformarsi in un'altra tragedia che avrebbe potuto essere evitata”.
CGIL Torino e Filt CGIL Piemonte continueranno a seguire gli sviluppi dell’inchiesta, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e ribadendo che ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’intero sistema produttivo e per il Paese. “Le morti sul lavoro non sono tragiche fatalità: sono conseguenza di un sistema che antepone la produttività alla sicurezza” concludono Sarah Pantò e Giuseppe Santomauro.














