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Attualità | 18 luglio 2026, 17:57

Progetto Arca: Città metropolitana e Piossasco si prendono cura del parco del monte San Giorgio

L’importo dei lavori previsti ammonta a circa 65.000 euro

Il vivaio comunale del parco del Monte San Giorgio

Il vivaio comunale del parco del Monte San Giorgio

Il territorio del Parco naturale del Monte San Giorgio di Piossasco, una delle aree protette che la legislazione regionale ha affidato alla Provincia prima e dal 2015 alla Città metropolitana di Torino, sarà ulteriormente tutelato e valorizzato dal progetto ARCA, finanziato dalla Regione Piemonte con fondi PR-FESR.

Vediamo nel dettaglio costi e azioni previsti dal progetto.
L’importo dei lavori previsti dal progetto ARCA per quanto riguarda il territorio di Piossasco ammonta a circa 65.000 euro, più circa 10.000 euro per attività di comunicazione. Vi sono inoltre alcune somme a disposizione fuori dal computo metrico: si tratta di circa 30.000 euro per supporto tecnico e indagini specialistiche. Il Comune cofinanzia il progetto con un contributo pari a 3.000 euro. Quando la Città metropolitana riceverà la determina regionale di approvazione del finanziamento la inoltrerà al Comune, affinché possa procedere ad assumere l’impegno a bilancio. È prevista la convocazione di una Conferenza dei Servizi per acquisire tutte le autorizzazioni richieste. Seguirà la progettazione esecutiva e quindi inizierà la fase di affidamento. I lavori saranno eseguiti presumibilmente nell’autunno 2027, per fare in modo che non interferiscano con i periodi riproduttivi - in particolare degli anfibi - e siano in generale compatibili con le esigenze ecologiche.

EX VASCA AIB

La “Vasca AIB”, realizzata grazie al progetto Corona Verde, non più utilizzata a scopo antincendio, verrà rimodellata e trasformata in una zona umida dall’aspetto il più possibile naturale. La profondità sarà ridotta da circa 3 ad 1 metro. Sarà riprofilato l’impluvio a monte, che convoglia l’acqua dalla bealera alla vasca, in modo da garantire un più efficace afflusso di acqua. È prevista la rimozione della recinzione esistente, ma l’accesso verrà parzialmente limitato con la messa a dimora di specie arbustive e la posa in opera su parte del perimetro di una staccionata in rete metallica elettrosaldata, per impedire l’accesso ai cinghiali. L’intervento è pensato per favorire la comunità di anfibi e pertanto si vuole rendere la vasca più naturale possibile, anche per quanto riguarda la fluttuazione stagionale del livello dell’acqua. In fase di progettazione esecutiva sarà possibile concordare nel dettaglio come procedere per garantire la sicurezza e la funzione didattica della vasca. A monte della vasca è previsto un piccolo bacino con una griglia: quindi i pesci non dovrebbero entrare nella vasca, ma essere deviati di nuovo alla bealera, nel percorso di deflusso. Si ridurrà in maniera significativa la pendenza delle sponde, per evitare che la terra posta sul telo bentonitico si accumuli sul fondo. Lo stagno passerà da circa 95 a circa 225 metri quadrati di superficie.

POZZE DEI MORTAI

Il secondo intervento riguarda le cosiddette “Pozze dei Mortai” sulle quali è previsto un rimodellamento leggero. La superficie attuale è di circa 30 metri quadrati. Si prevede di riprofilare l’area umida esistente e di realizzarne una nuova poco più grande, a breve distanza e in un terreno argilloso, anche in questo caso delimitata da una rete per impedire l’accesso ai cinghiali. L’aspetto delle pozze dovrà essere il più naturale possibile.

IL PERCORSO PER TUTTI

Sul sentiero che si sviluppa lungo la bealera, dall’area barbecue verso la regione Galli, dove sono già state realizzate alcune pedane in legno per ovviare ad alcuni ristagni dell’acqua, si prevede il rimodellamento del fondo del percorso per garantire la percorribilità a chi ha difficoltà motorie: è prevista inoltre la delimitazione con una corda-guida per ciechi e ipovedenti. La larghezza del passaggio verrà mantenuta per consentire il transito dei mezzi AIB e lungo il percorso verranno installate bacheche e leggii tattili a beneficio di una comunità inclusiva.

AREA UMIDA “EX INCAFER”

Nell’area umida “Ex Incafer”, in cui si verificano schianti di alberi e sono presenti materiali di accumulo sul fondo, l’intervento sarà finalizzato al miglioramento della biodiversità e non alla fruizione. Saranno infatti mantenute le condizioni di naturalità e verranno messe a dimora specie acquatiche e palustri. L’accessibilità necessaria per la manutenzione sarà resa possibile attraverso un piccolo sentiero.

BOSCO DELLE FATE

Gli interventi per favorire la biodiversità nel Bosco delle Fate prevedono la valorizzazione della necromassa presente e la totemizzazione di esemplari arborei morti in piedi, utile anche al fine di garantire la sicurezza dei numerosi fruitori dell’area. A terra saranno allestite alcune pile stones utili per gli insetti, i roditori e i piccoli mustelidi. In fase di progettazione esecutiva si valuterà come armonizzare le esigenze di tutela e incremento della biodiversità con quelle di protezione dagli incendi. Si intende anche apporre una cartellonistica per spiegare l’importanza della necromassa in un bosco, per sensibilizzare il pubblico sul tema e disporre di supporti illustrativi utili alle attività didattiche.

CONTENIMENTO DELLE SPECIE ESOTICHE INVASIVE E TUTELA DELLE SPECIE PROTETTE

È previsto il contenimento dell’Ailanto, albero esotico invasivo che si sta sviluppando nel tornante esterno della strada sterrata che porta al parcheggio dei Tiri e sulla vetta del Monte San Giorgio. All’interno del Vivaio Comunale, invece, si realizzerà un prato fiorito a favore degli impollinatori, che potrà essere sfalciato solo alla conclusione del processo di disseminazione. Sarà inoltre realizzata un’area di conservazione ex situ delle specie floristiche protette presenti nel Parco quali la Peonia officinalis, il Dictamnus albus e il Lilium bulbiferum, creando un piccolo vivaio che potrà consentire la produzione di nuovi esemplari da reintrodurre nelle stazioni di origine per aumentarne la consistenza. Nel salone pluriuso del vivaio si allestirà un percorso autoguidato, per accompagnare il pubblico alla scoperta del parco, della sua biodiversità, del suo valore ecologico. Le aree di intervento saranno concordate con il Comune in fase di progettazione esecutiva affinché siano compatibili con le esigenze di spazio dei centri estivi comunali. 

comunicato stampa

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