La Val di Susa torna a essere il fulcro della protesta sociale. Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, una marea umana è partita da Venaus per la tradizionale marcia promossa dal movimento No Tav, ribattezzata per l'occasione la "marcia verso i cantieri della devastazione". Un appuntamento ad altissima tensione, blindato dalle forze dell'ordine e finito immediatamente sotto la lente della Prefettura (prima del corteo tre francesi sono stati fermati dalla polizia).
Il popolo di Venaus e lo slogan storico
Alla testa del corteo, ad aprire il cammino verso Susa, uno striscione che sintetizza decenni di resistenza territoriale: "C'eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav". Secondo gli organizzatori, sono circa 20mila i manifestanti che hanno scelto di sfilare lungo le strade della valle, sfidando i divieti e riportando al centro del dibattito pubblico l'opposizione alla linea ad alta velocità Torino-Lione.
La marcia si inserisce nella cornice del festival "Alta Felicità", giunto quest'anno alla sua decima edizione. L'evento, che ogni anno richiama decine di migliaia di presenze da tutta Italia e dall'estero per tre giorni di musica, incontri culturali e dibattiti, si riconferma l'agora politica e strategica del movimento.














