C’è un luogo dove lo sport torna a essere sinonimo di accoglienza e diritti per tutti. A Falchera, all'interno del grande centro sportivo e aggregativo di via degli Ulivi 11, un sogno cullato a lungo è finalmente diventato realtà. In occasione della kermesse "Woodstock in Cittadella", sono stati ufficialmente inaugurati i nuovi spogliatoi strutturati e progettati per essere totalmente accessibili anche ad atleti con disabilità.
Un traguardo straordinario per la Nazionale Italiana dell’Amicizia (Nida) Aps che da anni gestisce questo spazio di 40.000 metri quadri senza barriere architettoniche, trasformandolo in un punto di riferimento insostituibile per famiglie, bambini, giovani in situazione di fragilità e residenti.
Un progetto nato dal cuore e sostenuto dalla solidarietà
L'intervento infrastrutturale, finalizzato a garantire postazioni, servizi igienici e docce privi di ostacoli e adatti a chi si muove con ausili o sedie a rotelle, è stato reso possibile grazie alla straordinaria sinergia tra la passione dei volontari, la collaborazione con la Circoscrizione 6 e il fondamentale sostegno economico della Tavola Valdese. Attraverso i fondi dell’Otto per Mille, l'ente ha infatti cofinanziato il progetto "La Cittadella dello Sport e dell'Amicizia", permettendo di compiere quel salto di qualità in termini di inclusività sociale fortemente voluto in memoria di Bea e mamma Stefania.
La festa
Il taglio del nastro, avvenuto tra gli applausi della cittadinanza e la musica di "Woodstock in Cittadella", ha suggellato una visione dello sport inteso come strumento di crescita relazionale, educativa e di riscatto sociale. Qui, sui campi da calcio, tennis e padel o durante le attività della "Scuola Bimbi", l'obiettivo è duplice e virtuoso: offrire ai bambini con disabilità la possibilità di praticare sport gratuitamente seguiti da tecnici qualificati e, al tempo stesso, destinare gli utili del centro a percorsi di fisioterapia e supporto per i minori affetti da malattie rare.
"La Cittadella di Falchera si conferma così un modello virtuoso certificato - così il capitano, Walter Galliano -, dimostrando che quando le istituzioni, il volontariato e la cittadinanza attiva fanno rete, i muri cadono davvero e lo sport diventa una palestra di vera umanità".














