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Eventi | domenica 16 dicembre 2018, 11:08

Ad Alpignano don Luigi Ciotti: “Quando sono debole, allora sono potente”

Incontro nella chiesa di San Martino, martedì 18 dicembre alle ore 20.45​

Ad Alpignano don Luigi Ciotti: “Quando sono debole, allora sono potente”

Nell’ambito di un ampio ventaglio di incontri sul tema "Invincibile fragilità", la chiesa di San Martino Vescovo di Alpignano, organizza un incontro con don Luigi Ciotti, sacerdote e fondatore di “Libera”, dal tema “Invincibile fragilità … quando sono debole, allora sono potente”. Viviamo in un tempo che produce vulnerabilità: indossiamo una corazza o abbracciamo la fragilità?

La serata sarà focalizzata sulla vulnerabilità dell’uomo nei tempi moderni. Una vera e seria malattia che per rimanerne immuni dobbiamo cercare di farci i muscoli e indossare corazze. Oppure possiamo credere che vi è ovunque e sempre un aspetto positivo, vivendo però la debolezza e il fallimento come una minaccia, intimoriti che possano danneggiarci. E se invece per poter abitare questo presente, per non subirne i danni della sua crisi, fosse benefico rivolgersi in una direzione opposta e considerare il potere della fragilità?
Abbracciare la fragilità al punto da diventare invulnerabili e da trasformarla in forza e serenità, magari persino in felicità. Rovesciando la prospettiva abituale, iniquità, fallimento, perdita, invisibilità, pigrizia, contraddizione, diventano gli strumenti per saper essere fragili e invulnerabili. Abbiamo le risorse psicologiche e le strategie a cui possiamo attingere per trasformare la fragilità in condizione di benessere”.

Per gli organizzatori, parlare di fragilità, può servire a costruire – partendo dal basso - una Alpignano ancora più libera, aperta e inclusiva.

Il relatore, con il quale ci si potrà confrontare, è Luigi Ciotti che non ha bisogno di molte presentazioni. Nato il 10 Settembre 1945 a Pieva di Cadore, nel 1950 emigra con la famiglia a Torino.
Nel 1966 promuove un gruppo di impegno giovanile, che in seguito si chiamerà «Gruppo Abele», diventando Associazione di volontariato. Nel 1968 interviene all'interno degli istituti di pena minorili.
Nel 1972, dopo aver terminato gli studi al Seminario di Rivoli, diventa sacerdote e gli viene affidata «la strada» come parrocchia.
In quegli anni affronta il diffondersi della droga e apre prima un centro di accoglienza e ascolto, e nel 1974 una comunità, partecipando attivamente al dibattito sulla legge n.685 sulle tossicodipendenze.
Nei primi anni «80 lavora sul piano internazionale, prima in Vietnam e in seguito sugli ex-detenuti di alcuni Paesi in via di sviluppo. Sempre in quegli anni, diventa presidente del CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza) e della LILA (Lega Italiana per la Lotta all'AIDS).
Negli anni «90 intensifica la sua opera contro la Mafia, fondando il mensile «Narcomafie».
Nel 1995 nasce «Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie», una importantissima associazione contro la mafia che collega oltre 700 tra associazioni e gruppi che si occupano anche di recuperare i beni confiscati alla Mafia con Libera Terra.

Paolo Giordanino

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