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Attualità | 17 maggio 2019, 18:24

Bimbi e volontari al Campo Scuola della Protezione Civile: lezioni ed esercitazioni a Villar Focchiardo

L’undicesima edizione del campo scuola organizzato da Vol.To entra nel vivo: tanti gli appuntamenti per adulti e ragazzi

Bimbi e volontari al Campo Scuola della Protezione Civile: lezioni ed esercitazioni a Villar Focchiardo

Entra nel vivo l’undicesima edizione del Campo Scuola di Protezione Civile organizzata da VolTo.

Iniziato il 15 maggio e destinato a durare sino a domenica 19, il Campo Scuola nella giornata odierna ha ospitato circa 300 ragazzi delle scuole medie inferiori: un’occasione unica per insegnare alle nuove generazioni l’importanza di “imparare a convivere con i rischi del territorio”, grande tema di quest’edizione.

Anche quest’anno, il Campo Scuola si svolge sotto lo sguardo attento del dipartimento della Protezione Civile. Oltre che ai ragazzi, l’esercitazione Albareta 2019, è rivolta al mondo del volontariato e ai corpi ed enti come la polizia di stato, prefettura di Torino, carabinieri e Croce Rossa, con l’obiettivo di esercitarsi e aggiornarsi, testando i mezzi in dotazione e i differenti metodi di intervento.

“Ai ragazzi abbiamo fatto conoscere la protezione civile, un sistema composto da istituzioni dello Stato, enti e volontari”, spiega Stefano Lergo, vice presidente di Vol.To. I giovani, attenti ed entusiasti dell’iniziativa, hanno osservato le modalità di intervento delle singole specialità come le Unità Cinofile, gli interventi su scenari alluvionati, gli interventi sull’antincendio boschivo e la logistica e reparto sanitario. “E’ scuola per loro ma anche per noi volontari - conferma Lergo - perché possiamo eseguire esercitazioni in rete di grande livello”.

Ecco perché l’undicesima edizione del Campo Scuola e la sua capacità di coinvolgere volontari, ragazzi e cittadini, si conferma un appuntamento di fondamentale importanza per diffondere la cultura della protezione civile e la consapevolezza del dover imparare a convivere con i rischi del territorio in cui si vive.

Andrea Parisotto

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