Eventi | 04 giugno 2019, 13:28

Un documento politico per il Torino Pride 50 anni dopo Stonewall: "Inviteremo i politici a firmarlo"

Il claim per la parata del 15 giugno sarà "Over the borders". L'assessore Giusta: "Superamento dei confini trasversale a tutte le lotte, dai migranti alla comunità Lgbtqi"

Un documento politico per il Torino Pride 50 anni dopo Stonewall: "Inviteremo i politici a firmarlo"

A cinquant'anni dai moti di Stonewall, dove ebbe inizio la lotta del movimento Lgbtqi, il Torino Pride presenta pubblicamente un documento politico rivolto alle istituzioni cittadine e regionali.

Nel testo, presentato oggi dal Coordinamento nella sede della Regione Piemonte, si rivendica il diritto di ascolto "alle tante richieste tuttora disattese", soprattutto in Italia, dove "oggi più che mai non solo occorre lottare per ciò che manca, ma si è chiamati anche a proteggere diritti e conquiste che fino a ieri potevano considerarsi tranquillamente acquisiti".

In occasione del corteo del 15 giugno, quindi, verrà di fatto richiesto ai politici presenti di sottoscrivere pubblicamente il documento, per rendere più concreta e tangibile la loro partecipazione, nel segno di un reale sostegno al movimento.
"Nel 2019 - afferma Giziana Vetrano, coordinatrice del Torino Pride - sono ancora troppe le richieste rimaste inascoltate. È necessario lottare per ciò che manca è proteggere le conquiste fatte. Chiediamo un impegno forte, una presa di posizione, un aiuto concreto per raggiungere i nostri traguardi. Vogliamo che la nostra società più più incisiva e più rispettosa della libertà di tutti. Non è un momento facile per i diritti di ogni natura".

"Rispetto alla nuova giunta - ha concluso Vetrano, prospettando i possibili futuri scenari della presidenza Cirio - siamo più che disponibili al dialogo, ma restiamo assolutamente irremovibili sui nostri principi. Tutte le linee tracciate nel documento andranno approvate o respinte in blocco, perché noi crediamo profondamente a ciascuna".

Tra i principali temi richiamati, la tutela dei migranti Lgbtqi, lo Ius Soli, la protezione della legge 194 sull'aborto, l'estensione della legge Mancino ai crimini di omobitransfobia, la legge sul cambio di genere, il matrimonio ugualitario, la possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli, attualmente garantita solo al genitore biologico. E, ancora, eutanasia e suicidio assistito, tutela del clima, in linea con il movimento Fridays for Future, assistenza sessuale per le persone disabili.

La parata, quest'anno sotto il claim di colori arcobaleno di "Over the borders", partirà alle ore 16.30 da corso Principe Eugenio, angolo piazza Statuto, e si concluderà in piazza Vittorio Veneto, dove su un palco si alterneranno i discorsi degli attivisti, intervallati dall'intrattenimento musicale a cura di Fran e i Pensieri Molesti, Preci P ed EgoKid.

L'assessore ai Diritti della Città di Torino Marco Giusta ha dichiarato: "Condivido pienamente l'approccio intersezionale del documento presentato. Le istante di uguaglianza e non discriminazione devono essere un compito istituzionale portato avanti da tutti, come afferma l'articolo 3 della nostra Costituzione. Il claim dedicato ai confini è emblematico. Stonewall fu una vera rivolta, animata da persone transessuali e afrodiscendenti. Per questo il Pride continua a essere antifascista, antirazzista e di lotta. L'esperienza della frontiera è anche esperienza di attraversamento del confine, è elemento trasversale di tutte le lotte, dai miranti alla comunità Lgbtqi".

Anche quest'anno l'Università degli Studi di Torino e il Politecnico rinnovano il patrocinio all'evento, che vedrà scendere in strada anche lo stesso rettore Guido Saracco.

"La riflessione sui diritti di tutti deve continuare - ha commentato l'assessora ai diritti uscente della Regione Piemonte Monica Cerruti - non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli comuni. Cerchiamo di contaminare sempre di più il nostro territorio. Auspico che quanto fatto in questi anni possa trovare una prosecuzione anche sotto altri colori politici".

Manuela Marascio

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