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Attualità | 10 giugno 2019, 07:00

A Torino la lotta per l’ambiente partirà dalla scuola

MIUR e Ministero dell’Ambiente insieme per promuovere più educazione ambientale ed azioni concrete per difendere il Pianeta. Un Referente Ambientale coordinerà in ogni Istituto le diverse iniziative

Studenti dell'Istituto "Amedeo Avogadro"

Studenti dell'Istituto "Amedeo Avogadro"

L’educazione ambientale entrerà a scuola non più dalla finestra, ma dalla porta principale. Le scuole piemontesi, infatti si metteranno in rete autoproclamandosi Eco-attive.

È quanto è emerso dal Seminario che si è tenuto a Torino, nei locali dell’Istituto Avogadro, già Scuola green. L’evento si è inserito nell’ambito delle iniziative promosse da Cinemambiente e ha coinvolto, oltre a Istituzioni e aziende, docenti di numerose scuole cittadine.

Ai lavori hanno preso parte l’assessore all’Ambiente città di Torino, Alberto Unia, il direttore di Cinemambiente Gaetano Capizzi (organizzatore dell’evento), la Rete eco-schools di Como, l’ARPA Piemonte, l’Iren, l’Ufficio Sostenibilità Ambientale della provincia di Varese, la Rete Università per lo Sviluppo sostenibile (R.U.S.) e Barbara Azzarà, Consigliera delegata in città Metropolitana per Istruzione e Ambiente, l’USR con il Dott. Filippone, il M.I.U.R. nella veste della dott.ssa Cocchiari  e la Regione Piemonte rappresentata dall’Architetto Jacopo Chiara.

All’interno del Seminario sono state condivise buone pratiche di sostenibilità in atto in territori come Varese o Como e si è discusso di nuove sfide educative.  

La scuola infatti, deve essere promotrice di cambiamenti comportamentali significativi per il miglioramento e la tutela dell’ambiente. Essa è in grado di promuovere trasformazioni profonde nel senso della sostenibilità, ma perché ciò avvenga è importante accompagnare le iniziative educative con azioni concrete.

La Rete di scuole Eco-attive avrà pertanto lo scopo di condividere esperienze e azioni attivando percorsi interdisciplinari e adottando prassi educative ambientali che facciano riferimento ad una scelta politica ambientale seria, adottata dal PTOF (Piano dell’offerta formativa), e saranno sostenute nelle loro attività, secondo quanto dichiarato,  dalle istituzioni tutte.

Il percorso potrà condurre le scuole aderenti al conseguimento di una certificazione internazionale ad opera della FEE (Foundation for Environmental Education) ottenendo la Greenflag che consentirà di far parte di una Community globale così come avviene nella maggior parte delle scuole del mondo.

A sancire l’impegno condiviso da parte di MIUR e Ministero dell’Ambiente è stato costituito un comitato per promuovere le scuole ecosostenibili, mappare le risorse e metterle a sistema. Il MIUR sta inoltre lavorando per la costituzione di un Referente Ambientale nelle scuole che dovrebbe già essere identificato a partire da settembre.

Tra le novità per il prossimo anno saranno previsti inoltre Progetti transfrontalieri che permettano ai nostri giovani di ampliare le proprie conoscenze e formarsi sulle tematiche ambientali.

Anche la dott.ssa Cocchiari del Politecnico di Torino e Presidente del Comitato R.U.S. ha sottolineato l’importanza della scuola nell’attuare una reale inversione di tendenza. Le scuole infatti “non possono più essere considerate solo come una fabbrica di professionisti, ma soggetti che producono conoscenza con obiettivi alti e sociali”.

E’ indispensabile - continua Cocchiari - che la scuola fornisca nuovi stimoli, che sviluppi la creatività che abitui i giovani a mettersi davvero in gioco diventando artefici del proprio futuro, del resto, 4 mestieri su 5 del futuro non sono ancora noti ed ampio spazio avranno le professioni legate all’ambiente, dalla green economy, all’energia, allo sviluppo di tecnologie eco friendly”.

Grazie alla rete delle scuole Eco-attive, come ha ribadito Chiesa del Forum per l’educazione e la scuola del Piemonte,  chiudendo il Seminario, “la scuola dovrà entrare in competizione con sé stessa ed in collaborazione con le altre”.

Ci si sfiderà nel trovare nuove strategie di sostenibilità ambientale, ma perché ciò possa accadere sarà indispensabile lavorare tutti insieme.

Maria La Calce

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