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Economia e lavoro | 11 giugno 2019, 11:57

Landini a Torino: "Su Fca-Renault un silenzio assordante dal governo"

"Qui si decide il futuro industriale del Paese, ma ribadiamo la totale assenza di un Piano nazionale. Dal Lingotto non si capiscono quali siano esattamente i progetti"

Landini a Torino: "Su Fca-Renault un silenzio assordante dal governo"

"FCA da sola non ce la fa, mi sembra chiaro: in tutti gli stabilimenti c'è molta cassa integrazione e c'è un ritardo sulle nuove tecnologie. Speriamo che si possa riaprire il dialogo con Renault per un'alleanza che sarebbe importante, ma di tutto questo non ne sta discutendo nessuno in Italia. I sindacati non sono messi nelle condizioni per discutere, ma soprattutto c'è un silenzio assordante del governo su un tema che è fondamentale per il futuro dell'Italia". Anche Maurizio Landini, segretario Generale Cgil, mette nel mirino l'esecutivo sul presente e sul futuro dell'auto.

"Invece di parlare del nulla, sarebbe meglio che il governo parlasse dei temi veri, anche in Europa. Se FCA sposta le sue sedi in Olanda o a Londra, di fatto sta portando via dal Paese la ricchezza prodotta dai lavoratori".

Dolori che si declinano anche sul territorio torinese. "Su Mirafiori e non solo non si capiscono concretamente i piani industriali. È sotto gli occhi di tutti che la Fiat come la conoscevamo non c'è più, si sta indebolendo e mette a rischio una grande eccellenza. A volte anche solo per dare un dividendo agli azionisti come nel caso della vendita di Magneti Marelli".

E tornando al governo, Landini ribadisce una carenza di rotta che vale per tutto il mondo produttivo: "C'è una totale assenza di politica industriale, nel paese, come dimostra la crescente presenza di tavoli di vertenza anche su settori non manifatturieri come Mercatone Uno o Pernigotti. Serve un grande piano di investimenti pubblici e una maggiore presenza dello Stato e delle istituzioni: siamo nel pieno di una rivoluzione tecnologica e ambientale da cui non possiamo rimanere fuori".

Tema caldo anche quello dei riders. "Un altro tema su cui il governo non sta facendo nulla di ciò che aveva promesso e proprio i riders hanno completamente ragione: devono avere salario, assicurazioni e tutele. Se il governo vuole ragionare su salari minimi, allora devono valere per tutti e devono valere i contratti firmati da sindacati rappresentativi".

Massimiliano Sciullo

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