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Eventi | 14 settembre 2019, 08:18

Lassù in alta quota, dove danza e alpinismo trasformano la montagna in palcoscenico

Sabato 14 e domenica 15 settembre Torinodanza porta il progetto "Vertigine" al Museo della Montagna con due performance, più un incontro speciale con Hervé Barmasse

Lassù in alta quota, dove danza e alpinismo trasformano la montagna in palcoscenico

La danza si arma di scarpe da trekking e si arrampica sulle alture del Museo nazionale della Montagna. Succede questo weekend, il 14 e 15 settembre, con il progetto Vertigine, due performance site specific del festival Torinodanza.

Un'iniziativa all'interno della collaborazione tra due progetti transfrontalieri, sostenuti dal Programma di Cooperazione INTERREG V-A - Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020): "Corpo Links Cluster", dedicato alla danza, che coinvolge artisti, ricercatori e sportivi, ponendo la montagna come ideale ambito di incontro tra contemporaneità e tradizione; e iAlp "Musei Alpini Interattivi”, progetto triennale portato avanti con il Museo Alpino di Chamonix, che sviluppa in modo innovativo le attività museali attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Obiettivo comune, l'innovazione e il coinvolgimento di nuovi pubblici, nell’intento di approfondire la conoscenza dell’identità del territorio transfrontaliero su cui operano.

Lo scorso luglio, fra Avigliana, Sestriere e Prali, si è tenuto un vero e proprio happening della danza per mettere in connessione la città di Torino e le sue montagne, esplorare le relazioni fra performance e territorio e fra il gesto sportivo e la sua interpretazione artistica. Workshop e laboratori che hanno plasmato nei coreografi e interpreti un punto di vista diverso sulla montagna, oltre la dicotomia fra inverno e estate, scoprendo la storia e la memoria di un territorio ricco di passioni.

Il primo appuntamento del fine settimana, sul Monte dei Cappuccini, sarà con la performance Orografia: nata lo scorso anno dalla creatività Michele Di Stefano su musiche di Lorenzo Bianchi Hoesch, a Bardonecchia, tra le cime circostanti la Baita di Chesal a Melezet, arriva a Torino aprendo le finestre di un'esclusiva “camera con vista”. Il pubblico, munito di cuffie, ascolterà note, suoni e parole suggestive cercando di amplificare una visione in cui le distanze aumentano e si riducono, in cui profondità e verticalità delle cime emergono con particolare fascino.

La performance, dedicata a un pubblico ridotto per una fruizione più coinvolgente, verrà ripetuta alle ore 15, 16 e 17 di sabato 14 e domenica 15 settembre (biglietto fuori abbonamento a 5 euro).

Il secondo spettacolo è Purgatorio, ovvero aspettando Paradiso, che debutta in prima nazionale. Valdostano e sciatore in origine, da anni Marco Chenevier presta il proprio corpo atletico alla danza, e con questo suo nuovo progetto avvicina ancora di più le due discipline: lo scivolamento, la velocità, la leggerezza, il vento, il rischio, il lungo lavoro del singolo individuo per raggiungere, o semplicemente inseguire, l’eleganza di un gesto. La performance è in programma domenica 15 settembre alle ore 11 (biglietto fuori abbonamento a 5 euro).

Completa questa ricca due giorno l'incontro fra l’alpinista Hervé Barmasse e i coreografi Di Stefano e Chenevier, che dialogheranno su ascensioni, montagna e performance. L'incontro, domenica 15 settembre alle ore 18 nel Cortile Olimpico, sarà moderato dal giornalista e scrittore Enrico Camanni (ingresso gratuito fino a esaurimento posti, senza prenotazione). 

Manuela Marascio

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