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Politica | 14 ottobre 2019, 18:35

Regione Piemonte, "Cresce la sfiducia per gli affidi dei minori"

Con le audizioni, si accende il dibattito in Commissione Sanità

Regione Piemonte, "Cresce la sfiducia per gli affidi dei minori"

“L’inchiesta 'Angeli e demoni' ha contribuito a creare un clima di crescente sfiducia verso il sistema dei servizi sociali con un aumento della conflittualità e dell’aggressività delle famiglie problematiche verso gli operatori e un calo di disponibilità delle famiglie affidatarie”. È uno dei dati emersi questa mattina nel corso delle audizioni svolte in Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco, in merito all’indagine conoscitiva sull’affidamento familiare e l’accoglienza di minori presso i Servizi sociali del Piemonte.

La presidente dell’Ordine regionale degli assistenti sociali Barbara Rosina ha sottolineato che per i 2.500 assistenti sociali che operano in Piemonte, molti dei quali al servizio di cooperative, “è importante comprendere come affrontare l’attuale clima di sfiducia”.

L’affidamento familiare, ha evidenziato, è “una delle possibilità messe in campo, una risorsa fra tante, una scelta che non decide l’assistente sociale ma viene maturata in collaborazione con l’autorità giudiziaria, gli psicologi e i servizi che si occupano di dipendenze o di salute mentale. Si tratta comunque d’interventi temporanei in attesa che i genitori tornino a essere in grado di esplicare la loro funzione genitoriale”.

Per Antonio Russo del Consorzio di Gassino Torinese, che ha parlato a nome del Coordinamento degli enti gestori, “la fragilità dei ruoli all’interno della società ha portato alla fragilità della famiglia ed è la causa di un disagio psichico che appare sempre più diffuso e che caratterizza molti comportamenti adolescenziali, come l’autolesionismo o l’anoressia. È necessario ricominciare a investire nella prevenzione, pensare a un nuovo Piano per la famiglia che contenga interventi di prevenzioni diffusa e li realizzi”.

“Tra i diritti fondamentali dei figli - ha dichiarato la garante regionale dell’Infanzia e dell’adolescenza Rita Turino - spicca quello di essere educati dai loro genitori. Nel 2017, secondo l’Ires, in Piemonte il 13,6% dei minori versava in una situazione di povertà relativa, mentre il 27,9% era a rischio di povertà ed esclusione sociale. Tra Ie famiglie povere risultano particolarmente colpite quelle giovani con bambini piccoli”.

Negli ultimi quindici anni, ha aggiunto, stiamo assistendo a un progressivo calo delle nascite e a un aumento della richiesta di consulenza psicologica. È necessario offrire alle famiglie aiuti e servizi per l’inclusione sociale e mettere al centro la figura del minore, che necessita di precise metodologie d’intervento.

Frida Tonizzo dell’Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie (Anfaa), che ha parlato a nome del Tavolo delle Associazioni che operano nell’ambito dell’affidamento familiare, ha evidenziato che “il minore non è proprietà esclusiva di nessuno, neppure dei suoi genitori, e come tale va aiutato quando la famiglia non sia in grado di sostenerlo”. Gli affidamenti parentali, ha aggiunto, sono circa la metà di quelli in atto ma è forse necessario affinare la valutazione della capacità dei congiunti del minore di svolgere tale delicato ruolo dal punto di vista educativo e affettivo.

Luca Ioffida dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) ha illustrato le iniziative messe in campo dall’associazione per creare sinergie con tutti gli attori sociali coinvolti attraverso approfondimenti a livello territoriale sempre aperti al mondo dell’avvocatura.

Per Enrico Quarello del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (Cismai) è necessaria “una raccolta sistematica e continuativa dei dati sui minori sotto tutela a livello nazionale e regionale. Ed è quanto mai importante che la Regione torni a investire per la formazione specifica degli operatori sociali e sanitari”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Maurizio Marrone (Fdi), Monica Canalis (Pd), Francesca Frediani (M5s) e Andrea Cane (Lega).

Prima dell’audizione la Commissione si era riunita per deliberare in merito alla proposta d’indagine conoscitiva sul sistema regionale piemontese di segnalazione e presa in carico di casi d’abuso e maltrattamento ai danni di minori, proposta dal consigliere Marrone (Fdi) e approvata a maggioranza dall’Assemblea nella seduta del 9 ottobre.

Si è stabilito, in linea generale, di terminarne i lavori entro il 30 aprile 2020 con la presentazione di una o più relazioni al Consiglio regionale.

Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Raffaele GalloDomenico RossiCanalis (Pd), Frediani (M5s), e Sara Zambaia (Lega).

comunicato stampa

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