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Economia e lavoro | 24 ottobre 2019, 14:00

Torino come Genova, da Iren in arrivo circa un miliardo di investimenti per due dei tre territori chiave del Gruppo

L'ad Bianco: "Vogliamo portare il teleriscaldamento all'80% e il porta a porta al 60% entro il 2021". Strategiche le operazioni su Leini e Santhià

Torino come Genova, da Iren in arrivo circa un miliardo di investimenti per due dei tre territori chiave del Gruppo

Torino, Genova e Reggio Emilia. Un terzo per ciascuno. Del piano industriale firmato Iren, su scala nazionale, ciascuno dei tre territori di riferimento - pur in un'ottica di espansione nazionale - peseranno alla stessa maniera, con un miliardo a testa.

"Per Torino e il territorio piemontese l'investimento sarà di circa un miliardo e i filoni di investimento principale saranno su tre direttrici - spiega Massimiliano Bianco, ad di Iren - la filiera dell'ambiente, tramite Amiat, per l'estensione del servizio porta a porta per arrivare al 60% nel 2021. Stiamo poi sviluppando il sito di Borgaro per aumentare la capacità di recupero di carta e plastica.

Storicamente poi Torino è anche protagonista del teleriscaldamento. Vogliamo arrivare all'80% del territorio raggiunto e questo significa diverse centinaia di milioni di euro di investimento, senza andare ad aumentare la capacità di generazione. E con il pieno collegamento con l'impianto aumenterà il ciclo virtuoso". Il ragionamento riguarda le trattative in corso la centrale Engie di Leinì per poter potenziare l'area a Nord Est.

"Per l'energia elettrica - aggiunge - abbiamo migliorato e potenziato la rete e le cabine. Ora si sta lavorando sui collegamenti e sui giunti per andare a rispondere a difficoltà storiche e per cui è necessario mettere in campo migliaia di interventi di rinnovamento".

Cresce poi a Torino, come altrove, la parte mercato e la mobilità elettrica, "grazie anche a competenze e potenzialità sul territorio. Per le smart solution Torino rappresenta la gran parte della nostra attività, soprattutto per quanto riguarda gli edifici pubblici", aggiunge Bianco, che allargando il ragionamento al Piemonte parla anche di Vercelli (ASM) "investiamo su gas, elettricità e acqua e abbiamo iniziative in partnership anche se di minoranza ad Asti (con Gaia) o a Novi Ligure".

"Con l'acquisizione recente dell'impianto di Santhià per trasformare frazione organica in biometano mettiamo in sicurezza non solo Torino, ma tutta l'area metropolitana - aggiunge Renato Boero, presidente Iren -. Ma parte della nostra attività riguarda anche innovazione e puntiamo sulle start up per proporre servizi innovativi ai cittadini. In alcune di queste andiamo a investire parte del nostro capitale. Metteremo 20 milioni di euro nel triennio, per far bene non solo a noi ma anche al territorio".

Due esempi di start up finite sotto la lente di ingrandimento sono Enerbrain e Ride (bici elettriche con una batteria di circa mezzo kg e grossa come un telefonino): "sono due delle tipologie emergenti in questo momento. Stiamo sperimentando a Parma e valuteremo effetti. Magari anche a Torino, dove già l'iniziativa degli scooter elettrico Mimoto ha dato buoni risultati e infatti abbiamo anche a Genova".

Per quanto riguarda la partita di Trm e le quote dell'inceneritore messe a disposizione dalla Città di Torino, "stiamo valutando le eventualità, ma al momento l'apertura è vincolata a enti pubblici. Vedremo se ci sarà spazio successivamente".

"Per Genova e Liguria, con il recente innesto di La Spezia - aggiunge Boero -, vale lo stesso ragionamento fatto per Torino e il Piemonte, essendo ormai i territori piuttosto sovrapponibili, ma modulato sui settori. Per esempio la gestione del servizio idrico e depurazione, ma anche il trattamento servizi ambientali con acquisto di un impianto in provincia di Savona per il biometano. L'importo anche in questo caso è di circa un terzo dei 3,3 miliardi totali".

"Sul tavolo, in un progetto di espansione, ci sono molti dossier e anche Sorgenia - aggiunge Bianco - con i suoi 300 mila clienti e un approccio molto digitale e ha caratteristiche coerenti con le nostre, come le centrali termoelettriche efficienti e avanzate. Ma resta la decisione al momento di non investire sulle rinnovabili perché al momento non ci permetterebbe ancora di essere protagonista a livello nazionale".

Massimiliano Sciullo

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