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Cronaca | 07 novembre 2019, 19:28

Incidente stradale mortale tra Cambiano e Villastellone, la colpa della morte di Cristian non fu sua

"Ma come può una moto in rettilineo mandare in testacoda una macchina strisciandola nel fianco?" si chiede Domenico, il fratello della vittima

Incidente stradale mortale tra Cambiano e Villastellone, la colpa della morte di Cristian non fu sua

Cristian non c'è più, ma suo fratello e la sua famiglia continuano a non vederci chiaro nella ricostruzione fatta dagli inquirenti del tragico incidente stradale in cui il ragazzo di 27 anni perse la vita due anni fa, sbalzato dalla sua moto. La richiesta di archiviazione del pm della Procura di Torino, accolta dal gip, ha spinto la famiglia Licata a opporsi.   

Domenico Licata non crede che la causa dell'impatto fatale sia stata la condotta della Yamaha di suo fratello. La colpa del terribile incidente però è stata attribuita al ragazzo, che ad altissima velocità avrebbe effettuato il sorpasso di una Seat Altea, mandandola in testacoda. Lo aveva confermato anche un testimone oculare. In quell'incidente fu coinvolta anche una terza auto, una Fiat Sedici, che impattò contro l'altra autovettura. "Ma come può una moto in rettilineo mandare in testacoda una macchina strisciandola nel fianco?" si chiede Domenico. 

Per la famiglia di Cristian non solo è inaccettabile il lutto avuto, ma anche la sentenza del giudice. Per questo si erano rivolti a un consulente cinematico, che aveva ricostruito la dinamica, avvallando le perplessità espresse dai familiari del giovane. Il perito ha stabilito che la colpa del tragico sinistro non è di Cristian, semmai del conducente della Seat Altea.

Il guidatore della Seat, mentre percorreva la strada provinciale 22, avrebbe non solo superato il limite consentito, ma avrebbe invaso la careggiata opposta, andando a collidere con la moto che procedeva regolarmente. Allora perché uno dei disegni della perizia non corrisponde alla documentazione fotografica? Perché i liquidi persi dai veicoli sono presenti solo nella carreggiata del motociclista mentre, da come è stato ricostruito l'incidente, dovrebbero essere nella corsia opposta? E poi il dubbio dei testimoni che non c'erano e che poi ricompaiono. Interrogativi che il fratello continua a porsi. 

La fine di Cristian è una vicenda dolorosa e difficile da accettare, soprattutto se ci sono due tesi contrastanti su un unico, terribile, incidente.

M.M.

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