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Cronaca | 14 novembre 2019, 17:05

Rogo Thyssen, i familiari delle vittime scrivono alla Corte europea dei diritti dell'uomo: "I manager tedeschi devono andare in carcere"

Accolta la richiesta inviata a Strasburgo: entro febbraio una prima risposta. I due dirigenti condannati in via definitiva non hanno mai scontato la pena

Rogo Thyssen, i familiari delle vittime scrivono alla Corte europea dei diritti dell'uomo: "I manager tedeschi devono andare in carcere"

A dodici anni di distanza dal rogo della Thyssen e dopo la sentenza definitiva che ha condannato dirigenti italiani e tedeschi, la vicenda non è ancora chiusa. 

L’ad Harald Espenhahn e il consigliere Gerald Priegnitz, rispettivamente condannati a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 10 mesi di carcere, a differenza dei manager italiani non hanno mai scontato un giorno di prigione. Un fatto che ha dell'incredibile, con i familiari delle vittime che hanno deciso di rivolgersi direttamente alla Corte europea dei diritti dell'uomo per chiedere giustizia. La richiesta è stata accolta e il prossimo febbraio dovrebbe arrivare una prima risposta.

Circa un anno fa dalla Germania era giunta la notizia relativa a un'ordine di carcerazione nei confronti dei due manager. In effetti il giudice tedesco aveva emesso il provvedimento, che i legali dei condannati hanno peró impugnato. Da allora solo silenzi, con la Germania che continua a non dare esecuzione alla sentenza italiana. 

"È un ritardo incomprensibile - spiega Anton Giulio Lana, l'avvocato che assiste i familiari delle vittime - nonostante la condanna queste persone lavorano ancora in Thyssen come se niente fosse, una cosa che indigna non solo i familiari delle vittime ma chiunque creda nella giustizia".

Marco Panzarella

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