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Eventi | 17 novembre 2019, 13:40

Marco Togni, 6mila chilometri a piedi per tenere alta l'attenzione sulla sclerosi multipla

Partito il 17 marzo dal cantiere di Ponte Morandi, sta portando il movimento AISM in tutto il Paese per sensibilizzare sui diritti e sull'inclusione sociale. Nei giorni scorsi il podista è stato a Torino

Marco Togni, 6mila chilometri a piedi per tenere alta l'attenzione sulla sclerosi multipla

Marco Togni – “Osky” per gli amici – è un volontario di AISM. Ingegnere di 36 anni con la passione per il trekking. Domenica 17 marzo è partito dal cantiere del Ponte Morandi, simbolo di caduta e rinascita per Genova, per un viaggio a piedi di 259 giorni e circa 6000 Km ricordando come proprio le alterazioni motorie siano una delle principali sfide che devono affrontare le persone con sclerosi multipla.

Ritornerà nel capoluogo ligure il prossimo 30 novembre, dopo aver attraversato 18 regioni. Lunedì Marco è arrivato a Torino per partecipare a un evento di benvenuto nella sezione AISM di Torino , in Strada del Fortino 22. Marco ha voluto coinvolgere tutte le persone che ha incontrato, e non solo, per renderle più consapevoli  verso questa malattia, per parlare di diritti e di inclusione sociale, per lottare contro ogni forma di discriminazione. Nel corso del viaggio ha raccolto storie di tante persone con sclerosi multipla ed il loro impegno ad affrontare la malattia.

"Fare questo viaggio è un mio vecchio sogno rimasto a lungo nel cassetto; avevo la voglia di dedicarmi ad AISM a tempo pieno, dedicando un anno della mia vita come volontario, ma svolgendo un impegno non in una sola sezione, ma in tutte e cento le sezioni di AISM in Italia, parlando con i suoi tanti volontari, conoscendo le persone con SM che rappresentano AISM. E così, a piedi, zaino in spalla, ho deciso di cominciare la mia avventura, andando alla scoperta della sclerosi multipla in quei luoghi in cui se ne parla poco, perché è l’ Italia della piccola provincia e dei piccoli paesi", racconta Togni.

"Mi impegnerò a far capire a tutti, che la SM non è solo una malattia, ma una condizione di vita, che rappresenta una vera e propria emergenza per le persone e per la società. Porterò con me anche la Carta dei Diritti delle persone con SM là dove ancora non è stata firmata, là dove non si conosce. Perché è giusto far capire i diritti delle persone dall’inclusione sociale al diritto alla cura, alla ricerca scientifica ma anche diritto al lavoro e ad una buona qualità di vita".

Durante l’evento nella sezione AISM di Torino, Marco ha potuto raccontare di persona tutte le sue molteplici esperienze camminando per l’AISM e potrà condividere con i soci e gli amici della sezione di Torino un momento di relax e di  emozioni vissute.  Durante il suo lungo viaggio in Italia, ha camminato verso l’impegno di far conoscere, sensibilizzare e far comprendere una malattia così imprevedibile e complessa, che risulta essere la prima causa di invalidità nei giovani adulti dopo gli incidenti stradali.

Chi riceve una diagnosi di SM deve spesso convivere con  la riduzione della vista  e con l’incapacità a mettere a fuoco un’immagine, con la scarsa sensibilità o con la spasticità muscolare, con una stanchezza cronica che rende complicato svolgere anche il minimo compito.

Non esiste ancora una cura definitiva per questa malattia demielinizzante con lesioni a carico del sistema nervoso, che colpisce 1 persona ogni 3 ore, soprattutto donne e giovani.

redazione

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