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Economia e lavoro | 07 dicembre 2019, 11:30

Anche l'immobiliare si confronta con la rivoluzione digitale. L'allarme di Fimaa: "Attenzione alle storture"

Il settore tradizionale suona un campanello d'allarme: "Ci sono tecnologie che possono aiutare chi opera nel settore, ma non so può bypassare il fattore umano, anche a garanzia del cliente"

Anche l'immobiliare si confronta con la rivoluzione digitale. L'allarme di Fimaa: "Attenzione alle storture"

La Rivoluzione digitale non conosce confini. Geografici, ma nemmeno settoriali. E l'economia lo sa bene. Non è immune nemmeno il mercato immobiliare, che sta vedendo sempre più realtà nascere su web e portare avanti attività di compra-vendita di abitazioni.

Ecco perché Ascom Torino e Fimaa (la sigla che raccoglie le agenzie di intermediazione) hanno voluto fare suonare un campanello d'allarme. Non è ancora emergenza, ma è meglio farsi trovare pronti. "L'impatto del digitale sul mondo dell'immobiliare è multiplo - spiega il presidente di Fimaa Torino, Franco Dall'Aglio - e come in tutti i settori, le nuove tecnologie sostituiscono, almeno in parte, le attività svolte dall'uomo". 

Sono quelle che, in gergo, vengono definite "proptec, "una tecnologia facilitatrice anche dell'attività immobiliare, che può opera a 360 gradi e semplifica il lavoro delle aziende. Questa è la faccia buona della rivoluzione digitale, con in algoritmo che aiuta ad analizzare i dati".

Ma c'è una faccia meno sorridente, della stessa medaglia. "Come Fimaa Torino - prosegue Dall'Aglio - stiamo monitorando quelle tecnologie che invece vanno a sostituire il ruolo umano. Ci sono start up che fanno chiudere accordi in stile Booking, facendo siglare un pre contratto con magari la possibilità di un tour virtuale. Ma se da un lato può essere utile e corretto, specie se svolto da vere realtà immobiliari che semplicemente hanno scelto di abbracciare le nuove tecnologie, dall'altro si rischia di arrivare all'estremo e bypassare l'attività degli agenti immobiliari, che però sono professionisti riconosciuti e certificati e che possono offrire garanzie e sicurezze che altrimenti il cliente non potrebbe avere".

Come detto, non è un allarme rosso, ma un campanello sì. "Al momento l'impatto è minimo, di pochi punti percentuali, ma solo perché l'Italia è indietro come digitalizzazione e alfabetizzazione. Meglio farsi trovare pronti".

Un appello all'attenzione che viene ribadito anche dalla numero uno di Confcommercio in città: "L'andamento del mercato immobiliare è sotto gli occhi di tutti - dice Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino - Ecco perché serve fare innovazione e importare tecnologia nell'attività tradizionale. Anche se bisogna tenere presente possibili i effetti di un uso distorto del digitale, che sicuramente finisce per togliere spazio al settore tradizionale".

E se l'innovazione sta coinvolgendo tutto il commercio tradizionale, il settore immobiliare non fa eccezione. "Serve un servizio di acquisto emozionale, come capita per altri settori, magari allestendo in cantiere uno spazio che sia dimostrativo per chi acquista", suggerisce Coppa.

Per quanto riguarda il settore del commercio in sé, la situazione non è rosea: "In centro gli affitti sono troppo cari e rendono gli spazi inaccessibili, mentre in periferia ci sono negozi vuoti che faticano a essere occupati e creano degrado".

Massimiliano Sciullo

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