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Economia e lavoro | 11 dicembre 2019, 07:00

Sigarette elettroniche per smettere di fumare: valutazioni per la salute

Il fumo danneggia la salute e l’ambiente

Sigarette elettroniche per smettere di fumare: valutazioni per la salute

La lotta contro il fumo viene portata avanti da numerosi anni e si è cercato, tramite l’introduzione di prodotti innovativi (chewing-gum, cerotti, spray alla nicotina e svariati farmaci) di combattere questo vizio sempre più diffuso: si contano, infatti, quasi un miliardo di fumatori attivi presenti nel mondo.

Si sta cercando, grazie a questi strumenti, di contrastare non solo la forte dipendenza causata dal contenuto delle sigarette, che include nicotina e dopamina, sostanze chimiche in grado di legarsi con grande facilità all'interno dei meccanismi cerebrali.

In particolare, la prima sostanza è in grado di raggiungere velocemente l’encefalo e, più in particolare, il telencefalo. Qui viene stimolata la produzione della dopamina, che causa diverse problematiche, tra cui l’alterazione del battito cardiaco e disturbi dell’attenzione.

Oltre ai danni alla salute, gli ambientalisti hanno evidenziato come il fumo delle sigarette classiche sia dannoso anche per l’ambiente circostante: negli Stati Uniti, i mozziconi di sigarette costituiscono addirittura il 30% del totale dei rifiuti nazionali, inquinando anche l’atmosfera, a causa del mix di più di 4000 sostanze chimiche in essi contenuto.
Tuttavia, nessun dispositivo tra quelli oggigiorno disponibili, è stato in grado di contrastare efficacemente questa serie di danni, fisici e ambientali, causati dal fumo, ad eccezione della sigaretta elettronica.

L’avvento delle e-cig

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare di e-cig (o e-cigarettes, termine inglese che abbrevia l’originale definizione estesa, electronic cigarette). Questo prodotto, inizialmente commerciato in Asia negli anni 2000, possiede un brevetto risalente agli anni '60, ricevuto negli Stati Uniti.

Quando iniziò la distribuzione in tutto il mondo dei dispositivi per il fumo digitale, l’esaltazione della clientela abitualmente fumatrice fu quasi incontrollabile, per numerose ragioni. Prima di tutto, la convenienza: conseguentemente alla recente abolizione del decreto Vicari (che venne stabilito con il D. Lgs 172/2017 allegato alla Legge di Bilancio del 2018), portando all’introduzione di una super tassa sui prodotti per il vaping, il regolamento applicato alle vendite online è stato interamente modificato. Se, nel 2018, a causa della vecchia tassazione, lo Stato registrò incassi di Monopolio pari a oltre 9,5 milioni di euro, ora i liquidi per e-cig privi di nicotina sono distribuiti con tassazione al 5%, mentre quello con la nicotina, al 10%.

La spesa effettiva necessaria all'acquisto delle sigarette elettroniche e dei vari aromi è riassumibile in:

·       atomizzatore (avente una durata di circa 30 giorni);

·       batteria (che consente di effettuare circa 300 ricariche complessive);

·       liquido ed eventuali aromi.

Ciò, per il cliente finale, si traduce in importanti risparmi e in una velocizzazione del processo d’acquisto, vista la notevole presenza di e-commerce che si occupano della vendita di e-cigarettes e relativi liquidi e accessori, come Svapostore, spingendo le aziende del mercato a orientarsi verso questa innovativa frontiera del fumo elettronico.

Degna di nota è anche l'ampia gamma di prodotti tra i quali scegliere: sono centinaia i liquidi per lo svapo, con nicotina e non, che si possono utilizzare.
Non manca neanche l'attenzione al lato stilistico delle e-cigarettes, in quanto gli atomizzatori, interamente intercambiabili, sono in vendita con decorazioni, colori e fantasie per accontentare anche la clientela più esigente.

In ogni caso, i dati riguardanti il risparmio monetario risultano essere estremamente meritevoli d’attenzione, poiché la vendita delle classiche sigarette rappresenta nel territorio italiano un rischio per l’economia, a tal punto che, solo in Italia, sono stati spesi più di 25 miliardi di euro.
Le notizie positive non finiscono qui: infatti, grazie a un recente e approfondito studio effettuato da Sarah Jackson della University College London, sono state scoperte interessantissime informazioni. Questa ricerca, pubblicata a maggio 2019, ha analizzato un campione di 19 mila adulti e preso in considerazione anche molti fattori che possono influire sull’esito del tentativo di smettere, come l’età, la condizione sociale e precedenti tentativi di cessazione del vizio.

I risultati dimostrano che l’utilizzo delle e-cigarettes aumenta del 95% la possibilità di riuscire a smettere di fumare, a prescindere dall’età e dalla condizione sociale dell’interessato, aiutando a ridurre il divario causato dalla disuguaglianza sanitaria fra i ricchi e i poveri.
All’apparenza, tutto sembra davvero vantaggioso ma, come insegna un antico proverbio, “non è tutto oro quel che luccica”.

E-cigarette: tanti pro ma anche contro

Per l’appunto, vi sono anche delle opinioni sfavorevoli in merito a quanto precedentemente trattato. Risulta, infatti, essenziale esplicare la sussistenza di controindicazioni a proposito della presenza di additivi contenuti nei liquidi che vanno inseriti all’interno delle e-cig e sulla qualità di tali sostanze. Gli aromi che si utilizzano per svapare risultano dannosi per le gengive, dato che il vapore da essi prodotti, riduce notevolmente i livelli di un anti-ossidante, essenziale a proteggere il cavo orale da sostanze estranee, il gutatione.

In aggiunta, non bisogna dimenticare come, a causa delle elevate temperature che la sigaretta elettronica raggiunge per poter funzionare, la concentrazione delle formaldeidi (altamente cancerogene per l’organismo), aumenti drasticamente.
Un quadro più dettagliato ci viene fornito dalle analisi effettuate dai dipartimenti statali sugli utenti abituati all’uso delle sigarette elettroniche: sostanze quali nitrosammine e il glicol dietilenico, possano comportare la comparsa di complicazioni, a livello corporeo, da non sottovalutare.

Pur non essendo stata verificata la presenza di sostanze che possano causare un’eventuale dipendenza psichica, il rischio che la voglia di fumare incrementi è dato dalla possibilità di poter fumare praticamente ovunque.
Il vizio può anche essere generato dall'utilizzo degli aromi fruttati e dolciastri in grado di spingere l'utente a un consumo sempre più frequente e costante.

A peggiorare le cose ci pensa la disinformazione: in Germania, il 60% dei fumatori riesce a immaginare di smettere di fumare. Sarebbe un dato estremamente incoraggiante, se non fosse che una percentuale altrettanto ampia crede che le sigarette elettroniche siano dannose come quelle di tabacco o addirittura di più. Solo il 29% degli intervistati di un sondaggio online, condotto dall’istituto di ricerca Civey su un campione di circa 1.700 fumatori, crede che le e-cigarettes siano un utile mezzo per dire addio al loro vizio. Il 46,1% degli intervistati le ritiene dannose quanto le classiche sigarette, mentre il 12,6% pensa che siano addirittura più pericolose.
Quanto emerso da queste percezioni, in un paese dove ogni anno si contano 120 mila morti causate dal fumo, dovrebbe far riflettere e invitare i fumatori a prendere delle drastiche e immediate decisioni.

Una cosa è certa: nonostante tutti i dati a disposizione, la scelta perfetta non esisterà mai.
Di conseguenza, in attesa che le nuove tecnologie e la ricerca presentino delle ulteriori possibilità di innovazione e progresso, con le informazioni a disposizione, ognuno potrà fare le sue valutazioni, tenendo a mente un’esigenza principale: stare bene innanzitutto con se stessi.

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