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Eventi | 11 dicembre 2019, 10:35

Migliaia di agricoltori in piazza a Torino attaccano: ''Giunta Cirio immobile'' [FOTO e VIDEO]

Sotto accusa sono i bassi prezzi pagati nelle campagne per la frutta ma anche l’invasione di riso asiatico agevolato che mette fuori mercato le produzioni Made in Italy. Mascotte della protesta la capretta Bôgia, simbolo della lotta contro l’immobilismo. Sotto accusa in particolare l'assessorato regionale all'Agricoltura guidato da Marco Protopapa

Migliaia di agricoltori in piazza a Torino attaccano: ''Giunta Cirio immobile'' [FOTO e VIDEO]

"Forza Regione, aumentiamo la velocità". E poi “meno scartoffie  più futuro”, ed ancora “ai giovani – carta + terra” e “senza agricoltori la terra cede: +sostegno  - burocrazia”. Sono alcuni degli slogan che si leggono sui cartelli dei migliaia di agricoltori, oggi in protesta a Torino. Da piazza Vittorio si sta snodando un corteo guidato dai trattori verso piazza Castello. 

Sotto accusa sono i bassi prezzi pagati nelle campagne per la frutta ma anche l’invasione di riso asiatico agevolato che mette fuori mercato le produzioni Made in Italy e soprattutto i pesanti ritardi della Pubblica Amministrazione che spingono alla fuga dalle campagne. Piu’ di 1 giovane su 3 in Piemonte si è visto respingere il sogno di diventare agricoltore con il rischio concreto di restituzione a Bruxelles delle risorse comunitarie relative ai Piani di Sviluppo Rurale (Psr) denuncia la Coldiretti. Mascotte della protesta la capretta Bôgia, animale tenace simbolo della lotta contro l’immobilismo. 

"Siamo qua - dice il Presidente di Coldiretti Piemonte,  Roberto Moncalvo - in rappresentanza delle oltre 100.000 persone che ogni giorno in Piemonte vivono di agricoltura: abbiamo bisogno di un’altra velocità per la nostra agricoltura piemontese". Sotto accusa in particolare l'assessorato regionale all'Agricoltura, guidato da Marco Protopapa, che "dorme da troppo tempo: abbiamo bisogno di risposte ad esigenze chiare".

"Tantissimi giovani - continua Moncalvo - hanno fatto domanda ancora nel bando 2019 per l'insediamento: ad oggi solo uno su cinque è stato finanziata. E l’assessore sta scegliendo di usare i soldi non per i giovani, ma per altre misure. Gli impegni che Protopapa si è preso sulla frutta quest’estate sono rimasti ancora fermi".

"Sul fronte della fauna selvatica - continua - vorremmo che il Piemonte fosse il capofila. Penso al piano lupo fermo da tre anni: è scritto e comprende tutte le misure, fino all'abbattimento per fare in modo che questa situazione che sta degenerando possa essere affrontata attraverso uno strumento costruito con tutta la comunità scientifica".

"Poi sul cinghiale - continua il numero uno di Coldiretti Piemonte - e gli ungulati abbiamo bisogno di azioni concrete, di smetterla con questa situazione per cui il Piemonte nove mesi l’anno è diviso in zone: è una situazione di allarme, bisogna che il cacciatore possa avere la libertà di fare attività di selezione".

"C'è poi il problema della velocità nei pagamenti. Non è possibile che quando subisci un danno i soldi si prendono dopo 2-3 anni", conclude Moncalvo.

Cinzia Gatti

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