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Attualità | 12 gennaio 2020, 15:02

Il Politecnico per Torino Capitale europea della Cultura: “Candidatura deve unire sapere umanistico e tecnologico”

Intervenuti a Palazzo Civico Paolo Verri e Juan Carlos De Martin. Leon: “Auspichiamo la collaborazione tra università e istituzioni”

Il Festival della Tecnologia di Torino nel novembre 2019

Il Festival della Tecnologia di Torino nel novembre 2019

Torino punta (anche) sull'università per la sua candidatura a Capitale europea della Cultura 2033. Accantonando lo "scontro" artificioso tra i numeri pitagorici e l'iperuranio di Platone, scienza e umanesimo potrebbero prendersi a braccetto istituendo una nuova Scuola d'Atene proiettata direttamente nel prossimo decennio. 

È quanto auspica il Comune confrontandosi con il successo ottenuto da Matera con Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 ed ex direttore del Salone del Libro, intervenuto a Palazzo Civico con un report del percorso attuato dal 2011 a oggi. Un primo approfondimento circa la mozione del capogruppo PD Stefano Lo Russo, che dovrà essere discussa in consiglio comunale, per inserire Torino nella competizione.

“Abbiamo fatto leva soprattutto sulla collaborazione tra diversi soggetti, con l’obiettivo di costruire relazioni, opportunità di scambio e di incontro – ha sottolineato Verri ricordando la creazione del comitato promotore della candidatura –. Dopo la creazione della legacy tra la città e altri comuni limitrofi, operatori culturali hanno lavorato a stretto contatto con i cittadini per produrre contenuti originali. Ci interessava rendere la cultura motore di coesione sociale”. Un discorso che abbraccia ampiamente tutto il mondo accademico, trovando in Torino un possibile terreno fertile.

“Da marzo del 2018, con la nomina di Guido Saracco, il Politecnico ha deciso di darsi una forte impronta culturale – ha ricordato Juan Carlos De Martin, delegato del rettore -. Sono state organizzate attività specifiche che legassero cultura e tecnologia, valorizzando, ad esempio, la biblioteca o le presentazioni di libri, in sostituzione di un museo dell’ateneo che ancora manca. Enorme, poi, lo sforzo per il primo Festival della Tecnologia, che ha contato ben 160 incontri. Tra l’altro, abbiamo deciso di riproporlo ogni due anni, in alternanza a Biennale Democrazia. La prossima edizione sarà dal 12 al 15 dicembre 2020. Per la candidatura di Torino, quindi, confidiamo molto in una sinergia tra il comparto umanistico e quello scientifico, perché la tecnologia è anche cultura, e non solo realizzare cose utili all’uomo”.

“Bisognerà coinvolgere tutte le istituzioni culturali nella candidatura – ha concluso l’assessora Francesca Leon –. Sul nostro territorio gli atenei hanno registrato un ruolo sempre più importante: non si tratta più di competizione tra Unito e Politecnico, ma di collaborazione”.

Manuela Marascio

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