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Attualità | 24 gennaio 2020, 07:00

L’ufficio postale di via Ascoli continua a rimanere chiuso, Sacco: “Poste Italiane sta cercando nuovi spazi in Basso San Donato”

La chiusura dell’ufficio postale è un problema per circa 20.000 residenti. Cerrato: “Abbiamo segnalato dei locali a Poste Italiane, al momento senza riscontro”

L’ufficio postale di via Ascoli continua a rimanere chiuso, Sacco: “Poste Italiane sta cercando nuovi spazi in Basso San Donato”

Ventimila cittadini senza l’ufficio postale o con le Poste piuttosto distanti. C’è amarezza tra i residenti di Basso San Donato, che da tempo protestano a causa della chiusura della sede di via Ascoli. Dopo una lunga attesa, motivata da “ristrutturazioni in corso”, l’ufficio postale continua a rimanere chiuso e le tante persone ne avevano fatto un punto di riferimento, sono costrette a macinare chilometri per recarsi nell’ufficio più vicino.

Una situazione nota, dunque, che potrebbe però sbloccarsi in un futuro prossimo. Entro quest’anno. “Ho incontrato nuovo direttore torinese di Poste Italiane. Conosceva bene la situazione e mi ha ribadito la volontà di non voler chiudere” spiega Alberto Sacco, assessore al Commercio della Città di Torino. L’ufficio è oggi chiuso a causa di lavori, ma i locali non sono in realtà ritenuti idonei. “A Poste servono uffici con altre caratteristiche particolari. Mi hanno detto che quello non le aveva, ma  so che sono alla ricerca di ufficio di 180/200 mq2 e che vogliano aprire entro 2020”. 

I residenti dovranno quindi mettersi l’anima in pace e aspettare. La speranza è che anche Basso San Donato possa avere presto il suo ufficio postale: “Per noi si tratta di un luogo estremamente importante, per la zona di Spina 3 e per San Donato. Qui abitano tante persone, soprattutto anziani” spiega uno degli abitanti del quartiere. Cauto il presidente della Circoscrizione 4, Claudio Cerrato:  “Ci avevano detto che avrebbero cercato una soluzione più idonea, un ufficio più baricentrico, magari vicino a via Livorno”. “Noi come Circoscrizione abBiamo  segnalato loro diversi locali ma non si è mai concretizzato nulla” conclude poi il presidente. 

Le cronache raccontano la chiusura di sempre più numerosi sportelli, in zone che si aggiungono a quelle che da sempre ne sono prive; la desertificazione di questo tipo di servizi penalizza soprattutto quelle fasce di cittadini che non sono in grado o non intendono utilizzare i servizi onlineL” spiega Silvio Magliano. I residenti, dal canto loro, vorrebbero che il nuovo ufficio postale sorgesse in un punto centrale e strategico, come per esempio il Parco Dora di via Livorno.

Andrea Parisotto

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