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Economia e lavoro | 29 gennaio 2020, 06:55

"Torino? Aspetta una nuova Punto. E deve vincere la sfida per produrre batterie elettriche"

Airaudo (Fiom Piemonte) in vista della due giorni di convegno dedicati a mobilità e ambiente: "Nel 2019 troppa cassa integrazione e troppe poche auto. La strada del lusso non ha pagato: serve un'auto da grandi volumi"

"Torino? Aspetta una nuova Punto. E deve vincere la sfida per produrre batterie elettriche"

Torino al bivio, tra un passato fatto di industria dell'auto (e occupazione), un presente ostaggio delle difficoltà che tutti conoscono e un futuro che parla sempre di più una lingua "sostenibile". Se ne parlerà giovedì e venerdì (prima all'Energy center di via Borsellino e poi in via Pedrotti, sede della Cgil torinese) in occasione della due giorni di convegno dal titolo "Mobilità sostenibile al lavoro", organizzata proprio dai metalmeccanici della Fiom e gli ambientalisti di "Sbilanciamoci". Grande attesa, in particolare, per il faccia a faccia che si terrà il secondo giorno tra il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz e la numero uno della Fiom nazionale, Francesca Re David. In realtà, un "secondo tempo", dopo l'incontro che si era già celebrato questa estate in occasione della Festa della Fiom.

Un giro d'orizzonte cui Torino e il Piemonte si presentano con un bagaglio carico di incertezze. A cominciare dagli effetti della fusione Fca-Psa. "Un'alleanza - ha spiegato Giorgio Airaudo, Fiom Piemonte - che può rappresentare un'occasione, ma solo se si riesce a portare a Torino la produzione di un modello del segmento B. Una nuova Punto". 

D'altra parte, a preoccupare sono i numeri del 2019, che all'ombra della Mole hanno visto produrre 20mila vetture, di cui 11mila a Mirafiori. "Troppo poche - commenta Airaudo -. Nel corso dell'anno c'è stata più cassa integrazione che auto prodotte. La strada del polo del lusso non ha pagato, serve un modello che abbia volumi".

E se Airaudo mette "nel mirino" l'ipotesi di usare la piattaforma della Peugeot 208, utilizzata anche per Opel Corsa, un altro effetto positivo sarebbe quello del ricambio generazionale in fabbrica. Senza dimenticare la strada dell'elettrico e delle batterie, che potrebbero essere un'altra prospettiva produttiva interessante per Torino. "A Caserta nascerà una fabbrica di celle a ioni di litio e batterie che servirà gli stabilimenti auto del Sud. Ne serve un'altra al Nord e il Piemonte non può perdere questa occasione, deve raccogliere la sfida. In ballo ci sono molti finanziamenti europei. Non basta l'assemblaggio delle batterie, ci vuole anche la produzione".

E sempre tramite i numeri, un altro monito è arrivato da Vittorio De Martino, segretario generale di Fiom Piemonte. "Si stima che nel corso del 2020 la crisi produrrà altri 5.000 esuberi in Piemonte. Bisogna trovare una nuova prospettiva industriale che tenga conto dei problemi sociali e della compatibilità ecologica".

Massimiliano Sciullo

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