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Attualità | 20 febbraio 2020, 08:00

Il “Dizionario che cura le parole”: quando una piccola casa editrice produce un grande successo

Da “biblioteca” a “resistenza” passando per “coraggio” , il Fondo Tullio De Mauro e la SuiGeneris Edizioni hanno messo in piedi un progetto lungo quanto un alfabeto

Il “Dizionario che cura le parole”: quando una piccola casa editrice produce un grande successo

Il mercato editoriale italiano è saturo, ogni giorno escono decine e decine di titoli, la maggior parte di questi rimane sottotraccia, ignorato e sconosciuto dai più, ma ci sono quei titoli che, per caso e per fortuna, incuriosiscono e s’impongono all’attenzione, anche quando a presentarli sono piccole case editrici indipendenti.

È questo il caso del Dizionario che cura le parole, pubblicato dal Fondo Tullio De Mauro con la SuiGeneris, giovane casa editrice, fondata a Torino alla fine del 2014.

“L’idea è nata da Il Potere delle Parole,” ci spiega Oriana Conte, ideatrice della SuiGeneris, “la rassegna mensile del Fondo Tullio de Mauro. Ad ogni incontro un ospite porta una parola. E, allo stesso modo, nel libro ogni capitolo è dedicato a una parola diversa”. Parole come biblioteca, odio, populismo, privacy che, negli incontri prima e sul libro poi, vengono definite e approfondite, sia nel loro significato originario sia nel percorso svolto nel tempo. A tenerle a battesimo diverse figure di spicco della cultura e della società italiana, come – tra gli altri – gli scrittori Gianrico Carofiglio e Igiaba Scego, il professore Guido Formigoni, e l’associazione umanitaria Emergency.

“Tra tutte le parole presenti nel volume,” continua Oriana Conte , “se proprio dovessi sceglierne una, direi coraggio. In fondo è una parola che mi accompagna da molto, da quando, all’età di soli 23 anni decisi di aprire una casa editrice, – che coraggio che hai avuto! – è la cosa che mi dicono più spesso. Inoltre, amo la descrizione che ne dà Tindaro Granata nel libro. Con un monologo omaggia il coraggio, non quello delle grandi imprese o dei gesti epici, ma quello della quotidianità. Quello che ci fa rispondere ai piccoli appuntamenti che fanno di noi persone migliori”.

Il Dizionario che cura le parole, uscito alla fine dello scorso anno, è ufficialmente il primo volume – sulla costa è in bell’evidenza la lettera A – di una lunga serie che, seguendo gli annuali incontri del Fondo Tullio De Mauro, andrà a costituite un alfabeto completo di parole da curare, salvare, proteggere.

A tal proposito, Oriana Conte è già in grado di anticiparci la prima voce del prossimo volume, “Sarà resistenza, a cura di Bruno Segre, avvocato ex partigiano”.

“1.Azione tendente a impedire l'efficacia di un'azione contraria. 2. Attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di determinati effetti. 3. Il complesso di movimenti che durante la seconda guerra mondiale si svilupparono contro l'occupazione dei nazisti e dei loro alleati”, dicono i dizionari classici, aspettiamo con impazienza la fine del 2020 per sapere cosa “dirà” invece il Dizionario che cura le parole.

Rossana Rotolo

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