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Attualità | 20 febbraio 2020, 18:48

Le associazioni torinesi dicono no alla modifica della legge regionale sul gioco d'azzardo (VIDEO)

Diverse organizzazioni del territorio, tra cui il Gruppo Abele, la ritengono una normativa che funziona e previene: contestata, in particolare, l'eliminazione degli effetti retroattivi su locali e sale gioco

Le associazioni torinesi dicono no alla modifica della legge regionale sul gioco d'azzardo (VIDEO)

“Non modificate la legge regionale 9/2016 sul gioco d'azzardo”: a chiederlo sono una serie di organizzazioni torinesi tra cui Gruppo Abele, Ordine degli Psicologi, fondazione La Scialuppa, Società Italiana di Alcologia, FederSerd, Federconsumatori, fondazione San Matteo e Libera.

A essere contestata, in modo particolare, è la proposta di eliminazione della retroattività, norma efficace anche grazie alle previste distanze minime da luoghi sensibili come le scuole: “La norma sulla retroattività - ha dichiarato il presidente onorario di Gruppo Abele Leopoldo Grosso – è il punto forte della legge piemontese, unico caso in tutta Italia: cancellandola molti tabaccai costretti a dismettere le slot potranno rimetterle perché già in possesso di licenza”.

L'efficacia dell'attuale legge, secondo gli esperti, sarebbe ampiamente dimostrata dai dati: “Rispetto a una regione con popolazione simile come l'Emilia Romagna – ha spiegato il coordinatore dei Servizi per il Gioco d'Azzardo della Regione Paolo Jarre – in Piemonte si è speso un miliardo e 600 milioni in meno; in base alle interviste realizzate nel 2018, inoltre, i giocatori piemontesi sarebbero il 33% rispetto alla media nazionale del 42”.

Gli effetti positivi e preventivi si sarebbero avuti anche sul gioco online, in costante e vertiginosa crescita in tutta Italia: “In Piemonte - ha proseguito Jarre – cresce meno che nel resto del paese e, al contempo, non è dimostrata alcuna correlazione tra la diminuzione del gioco su piattaforme fisiche e l'aumento su quelle virtuali”.

Marco Berton

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