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Politica | 10 giugno 2017, 10:21

Appendino scrive ai torinesi: "Chiedo scusa per i fatti di piazza San Carlo. Lavoriamo per diventare un modello di sicurezza"

Ma subito infuria la polemica politica. Duro attacco dal Pd. Lorusso: "Meglio tardi che mai. Ora ci aspettiamo provvedimenti conseguenti se emergeranno responsabilità e che non si insabbi tutto"

Appendino scrive ai torinesi: "Chiedo scusa per i fatti di piazza San Carlo. Lavoriamo per diventare un modello di sicurezza"

Una settimana esatta dai fatti che hanno sconvolto la vita di migliaia di torinesi e di persone che erano arrivate in città per guardare in piazza San Carlo, sul maxischermo, la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.
Passati sette giorni di polemiche, spesso al calor bianco, tra politici e spesso anche all'interno delle istituzioni, il sindaco Chiara Appendino ha deciso di scrivere ai cittadini, tramite la Rete e i social.
"A distanza di una settimana dai fatti di piazza San Carlo, desidero fermarmi e scrivervi alcune parole - si legge nel testo della lettera - voglio farlo perché parlando a voi parlo anche a me stessa e, dopo sette giorni di frastuono, sento il bisogno di prendermi qualche minuto per un momento di riflessione. Con il pensiero a quello che è successo, ma lo sguardo a quello che accadrà". E aggiunge: "Nella vita di ognuno di noi, dove tutto corre maledettamente veloce, forse non c’è mai sufficiente tempo per fermarsi e riflettere. Basta chiederlo a chi era in piazza quella sera. A chi, dal nulla, si è sentito travolgere, a chi ha dovuto fare i conti con il sangue, a chi non trovava più i suoi cari e anche a chi, in preda al panico, ha involontariamente calpestato qualcun altro e tutt’ora ne avverte il senso di colpa. Penso agli sguardi di quelle decine di persone ferite che ho incontrato negli ospedali della nostra città. I feriti di sabato scorso non sono solo quelli contati: ad essere ferita è un’intera città che per la prima volta ha conosciuto su se stessa gli effetti di un clima di instabilità globale e crescente incertezza, pur in assenza di un evento terroristico".

Un quadro che ha sicuramente sorpreso il capoluogo piemontese. "Torino, però, si è anche scoperta unita, in quello spirito di comunità che, da cittadina ancor prima che da sindaca, ritrovo ogni giorno tra i torinesi - dice Appendino in un altro passaggio. (...) quello che ho visto, immediatamente dopo la paura, è stata la solidarietà. Per ogni persona a terra ce n’erano due che la rialzavano. Per ogni ferito c’era uno sconosciuto che lo medicava o lo proteggeva. Per ogni grido di paura c’è stata una voce a tranquillizzare".

Infine, quella presa di responsabilità da parte del sindaco a Cinque stelle che da tante parti ormai veniva richiesta. "Un sindaco rappresenta un’intera comunità e deve essere pronto ad assumersi anche responsabilità che vanno al di là del ruolo che ricopre. Per questo, a nome mio, di tutta l’Amministrazione e della Comunità che rappresento – a prescindere dalle eventuali responsabilità civili e penali di ognuno – desidero porgere le mie scuse a tutte le persone coinvolte".

E poi rilancia: "Oggi, ai torinesi, credo interessi più di tutto che le Istituzioni lavorino per individuare (le) responsabilità e, soprattutto, che facciano in modo che questi fatti non si verifichino mai più. Siamo tutti al lavoro su entrambi i fronti. La sicurezza sarà una priorità ancora più forte. In questi giorni ho parlato con il Prefetto Saccone e con il Questore Sanna. Gli incontri con i dirigenti della Polizia Municipale sono quotidiani e tutti insieme stiamo lavorando per garantire che i numerosi eventi della Città di Torino possano essere vissuti serenamente da ognuno di noi. (...) diventeremo un modello per tutte le altre Città in tema di pubblica sicurezza, anche se saremo chiamati a fare dei piccoli sacrifici, a dotarci di un po’ più di pazienza, a cambiare qualche nostra abitudine".

Non si è fatta però attendere le repliche e le polemiche. Come dimostra il messaggio scritto da Stefano Lorusso, capogruppo del Pd in Comune. "Ecco brava, ci è voluta una intera settimana, il fatto che tutti le chiedessero (le scuse, ndr), l'avvio di un'inchiesta penale e la costituzione di una commissione di indagine comunale. E soprattutto l'incazzatura delle migliaia di feriti coinvolti e lo sdegno dell'intera Città per una Sindaca che di fronte alle difficoltà scarica le responsabilità su altri (Turismo Torino) e scappa, dimostrando una codardia e una coda di paglia davvero sospette". "Comunque meglio tardi che mai - prosegue -. Del resto, come dice nella sua lettera a sua giustificazione sostiene che non ha proprio avuto tempo di chiedere scusa. Si sa, un sindaco è  molto impegnato e ha altre priorità. Vabbè. Adesso, Sindaca Appendino, ci aspettiamo che sia conseguente e, qualora emergessero responsabilità relative a negligenze o imperizia sua o di suoi collaboratori faccia quello che in tutti i Paesi civili si dovrebbe fare: essere conseguente davvero. Ci crediamo poco, abbiamo una strana sensazione che si voglia insabbiare, dimenticare e soprattutto far dimenticare il prima possibile, ma speriamo di venire smentiti. Almeno stavolta".

r.g.

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