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Attualità | 07 dicembre 2017, 16:16

I lavoratori del Museo del Cinema di Torino dichiarano lo stato di agitazione

Per difendere i posti di lavoro e chiedere garanzie alla Fondazione e alla politica

I lavoratori del Museo del Cinema di Torino dichiarano lo stato di agitazione

Viste le recenti dichiarazioni da parte di politici e amministratori in merito al Museo Nazionale del Cinema - durante e immediatamente dopo la 35esima edizione del Torino Film Festival che si è chiusa con grande successo - e alla luce delle recenti ipotesi che paventano tagli al personale, ipotizzando contratti di solidarietà, i lavoratori del Museo Nazionale del Cinema, rimasti in silenzio finora in attesa di comunicazioni effettive dai diretti interlocutori, hanno deciso che è giunta l’ora di far sentire la loro voce.

L’innegabile valore del Museo Nazionale del Cinema, a livello nazionale e internazionale, è il frutto del pluriennale lavoro di persone che ogni giorno, con competenza e professionalità, garantiscono lo svolgersi delle molteplici attività nei diversi settori del Museo.

Solo chi non conosce la realtà della Fondazione può affermare che 77 dipendenti siano troppi. Il Museo Nazionale del Cinema non è solo la Mole Antonelliana, ma è anche Cinema Massimo, Cineteca, Bibliomediateca, Archivio Storico, Apparecchi e Collezioni del Precinema, Manifesti e Memorabilia, Fototeca, Servizi Educativi, Amministrazione, Comunicazione, Ufficio Stampa, Servizi Museali, Programmazione, Settore Video, Torino FilmLab e tre Festival Internazionali - Torino Film Festival, Lovers Film Festival e Festival CinemAmbiente. Il complesso reticolo di attività che queste realtà irradiano sul territorio è sorretto da questi 77 lavoratori e le attività necessitano spesso di entrare in regime di straordinario non retribuito.

Dalla sua apertura ad oggi, un numero di visitatori del Museo del Cinema ha superato i 9.000.000, di cui 690.000 solo nel 2016, confermando un trend di crescita annuale intorno al 5-6% annuo.

Durante l’ultimo incontro istituzionale, che è avvenuto il 31 Ottobre 2017 alla presenza delle parti sindacali e dell’Assessore Leon, la Presidente della Fondazione Laura Milani ha annunciato la presentazione del suo Progetto triennale al Collegio dei Soci Fondatori in data 29 Novembre 2017, dopo questo incontro si è detta disponibile a condividere il piano con le parti sindacali. Tale incontro di condivisione non è mai avvenuto, le parti hanno sollecitato in data 1° Dicembre 2017, ma al momento non è pervenuta risposta. Continua essere nostra priorità conoscere nel dettaglio il Progetto che ci riguarda e capire attraverso le parti Sindacali come questo piano vada ad impattare sul corpo dei lavoratori, vogliamo ottenere a breve termine delle risposte.

Richiediamo un impegno istituzionale forte, per la crescita continua del Museo per tutti i professionisti che da anni lavorano per questa Fondazione. Nello specifico puntiamo l’attenzione in questo momento su 4 colleghi, compresi nel totale di 77, che lavorano da circa 8 anni con reiterati contratti a tempo determinato in scadenza a fine 2017, senza questi lavoratori i relativi settori di riferimento non sono in grado di procedere con le attività. Vogliamo ottenere in tempi brevi una pianta organica che ci includa tutti e l’organizzazione del lavoro, richiesta dal Sindacato da circa un decennio.

L’assemblea dei lavoratori riunitasi in data 7 dicembre 2017 dichiara all’unanimità lo STATO DI AGITAZIONE. Chiediamo risposte certe entro l’11 dicembre 2017, se non le otterremo torneremo a riunirci martedì 12 dicembre per decidere il percorso da intraprendere per ottenere risposte.

r.g.

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