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Eventi | 17 marzo 2018, 12:30

Torino, domenica il Sottodiciotto Film Festival premia i vincitori del Sotto18 OFF

La cerimonia sarà preceduta dalla proiezione del cortometraggio "Mia moglie"

Torino, domenica il Sottodiciotto Film Festival premia i vincitori del Sotto18 OFF

Il pomeriggio di domenica al Sottodiciotto Film Festival si apre con la premiazione dei vincitori del Concorso nazionale Sotto18 OFF (alle 16, al Cinema Massimo 3). La cerimonia sarà preceduta dalla proiezione del cortometraggio Mia moglie, seconda produzione che vede riuniti nel cast tecnico tre giovanissimi autori in passato premiati a Sottodiciotto (nelle edizioni dal 2012 al 2015): Federico Mottica alla regia, Sebastian Bonolis al montaggio, Giulio Fiore agli effetti visivi. Con il nuovo lavoro, il giovane quanto ormai affiatato team affronta il tema difficile della malattia nella società contemporanea a partire da una tragedia privata che sconvolge la vita di due giovani sposi. Nella parte della moglie che si scopre affetta da una patologia incurabile, Valeria Angelozzi ha vinto, nello scorso dicembre, il premio per la miglior interpretazione femminile al Festival Roma Film Corto.

Sempre nel pomeriggio, torna in scena al Festival l’animazione. Sottodiciotto & Campus festeggia i cinquant’anni di uno dei film più noti di Bruno Bozzetto, Vip, mio fratello superuomo (alle 16.30, al Massimo 2), parodia del mondo dei supereroi, assurto a emblema, sempre attuale, di una società di massa appiattita dal consumismo. Adatto anche al pubblico dei più piccoli, per la semplicità del tratto e della storia in cui si confrontano due fratelli dai poteri diametralmente opposti, il film sarà presentato in sala dallo stesso regista, a seguire impegnato in un altro evento del Festival.

Appuntamento di punta di Sottodiciotto & Campus 2018, “Conversazioni animate: Bozzetto & Bronzit” (alle 18, al Massimo 2) rappresenta un’occasione unica per assistere a un confronto dal vivo tra due grandi maestri dell’animazione internazionale, che ben conoscono le rispettive opere. I due autori sono infatti legati da una lunga amicizia, nata dall’ammirazione profonda che il più giovane regista pietroburghese, classe 1965, nutre per il collega milanese e per i suoi film, approdati con grande successo in URSS negli anni Ottanta. Dopo la visione folgorante di Una vita in scatola, Konstantin Bronzit ha sempre inserito Bruno Bozzetto nel novero dei suoi riconosciuti maestri; il “papà” del signor Rossi, dal canto suo, ha sempre seguito con attenzione il percorso creativo del suo versatile “allievo”, due volte candidato all’Oscar, nel 2016 proprio con un acclamato cortometraggio che celebra il valore dell’amicizia, We Can’t Live Without Cosmos. Riuniti nuovamente dal Festival, i due autori si confronteranno sul loro lavoro a partire da una selezione di tre titoli (a sorpresa) scelti da ciascuno all’interno della filmografia dell’altro, condividendo con il pubblico segreti e curiosità del “mestiere” e delle loro carriere. Organizzato dal Festival in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, Piemonte – Dipartimento di Animazione, l’appuntamento, primo in assoluto nel panorama italiano e internazionale, offrirà lo spunto per esaminare le differenze di tecnica e di scuola, le ragioni di una reciproca stima professionale e le palesi affinità artistiche che intercorrono tra le opere dei due registi: l’essenzialità del tratto, la semplicità e l’immediatezza dello stile unite alla capacità di cogliere nel profondo i paradossi e i sentimenti umani restituendoli con delicata ironia e, quando necessario, con satira pungente.

 

Ancora nel pomeriggio, prosegue l’omaggio dedicato ai Manetti Bros, che presenta il noir Piano 17 (2005, alle 17.30, al Massimo 3). Nel film, ambientato nel microcosmo claustrofobico di un ascensore dove rimangono bloccati un dinamitardo con una bomba programmata per un’imminente esplosione e due malcapitati impiegati, si ritrova parte del cast tecnico e artistico de L’ispettore Coliandro, la nota serie tv di cui è protagonista Giampaolo Morelli e di cui i due fratelli si apprestano a girare la settima stagione. In serata il Festival propone un altro film interpretato dall’attore-feticcio dei due fratelli, il recente Ammore e malavita (alle 20, al Massimo 2). Storia di amore, tradimenti e malavita, atto d’amore per il cinema di genere, in cui i Manetti miscelano musical, commedia romantica, thriller e sceneggiata napoletana, il film ha raggiunto il record di 15 candidature per gli imminenti Premi David di Donatello.  

 

In serata prosegue anche la rassegna cinematografica della sezione “Hip Hop Drops”, che presenta due titoli in successione al Massimo 3. Beat Street (alle 20), atipico musical diretto da Stan Lathan nel 1984, è considerato il film che, attraverso le vicende dei suoi giovani protagonisti writer, dj e breaker newyorchesi, ha permesso a un’intera generazione di giovani europei di scoprire il nuovo movimento d’Oltreoceano. Prodotto da Harry Belafonte, il lungometraggio vanta la partecipazione di Melle Mel, Doug E. Fresh, Afrika Bambaataa, Kool Herc, Crazy Legs e di molti altri pionieri dell’hip hop. Introduce la proiezione Rula (Filippo Brucoli) del gruppo hip hop ATPC-Alta Tensione Produzioni Clandestine. From Mambo to Hip-Hop: A South Bronx Tale (alle 22), mediometraggio diretto da Henry Chalfant, esplora l’altra faccia del quartiere newyorchese storicamente più problematico, concentrandosi sulle sue potenti sub-culture in grado di dare vita dal secondo dopoguerra agli anni Settanta – soprattutto durante passaggi epocali e periodi di grande crisi – a fondamentali rivoluzioni musicali.

c.s.

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