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Cronaca | 13 aprile 2018, 12:40

Torino ha dato l’ultimo saluto all’ultimo degli Invincibili (FOTO e VIDEO)

Questa mattina i funerali di Saurò Tomà, l’ultimo superstite del Grande Torino. Il cappellano granata don Riccardo Robella: “Ora è salito in cielo a giocare di nuovo con i suoi compagni”

Torino ha dato l’ultimo saluto all’ultimo degli Invincibili (FOTO e VIDEO)

C’era tanta gente, sia persone comuni, tifosi, ma anche ex giocatori e dirigenti granata, per dare l’ultimo saluto questa mattina a Saurò Tomà nella chiesa di San Giorgio Martire, in via Barrili, a pochi chilometri da quello stadio Filadelfia che lo aveva visto protagonista.

L’ultimo degli Invincibili, scampato alla tragedia aerea di Superga perché rimasto a casa per un infortunio, per quasi settant’anni ha portato in giro per l’Italia il ricordo del Grande Torino e di un’epopea del calcio irripetibile. Tra i tanti venuti a rendergli il doveroso omaggio Comi, Benedetti e Venera del Toro, gli ex giocatori Claudio Sala, Zaccarelli, Salvadori, Cereser, Pallavicini. E poi ancora parenti delle vittime del 4 maggio 1949 come Franco Ossola jr e Angela Maria Rigamonti, un tifoso doc e rappresentante della Fondazione Filadelfia come Domenico 'Mecu' Beccaria.

Sulla bara era deposta una maglia granata con il suo nome e una immagine del Grande Torino, di cui aveva avuto l'orgoglio di far parte per due stagioni, prima di concludere nel 1950 la sua avventura sotto la Mole, anche se quel cordone ombelicale con la città e la squadra non si è mai spezzata nei decenni a venire. Ha officiato la cerimonia Don Riccardo Robella, il cappellano granata, che ha ricordato, con il consueto garbo e stile, la figura di Tomà.

Le sue parole, però, sono state precedute da quelle di Chiara e Aurora, le nipoti dell’ex calciatore del Torino: “Vogliamo ricordarti  col tuo sorriso gentile, che è stato così fino all’ultimo. Quel filo di malinconia per non essere salito su quell’aereo che ti ha caratterizzato sempre”, ricordandone poi la lealtà sia sul campo che nella vita. “Nonno Sauro oggi non è un giorno triste, ma fiorisce una nuova primavera: sei arrivato all’appuntamento per riabbracciare tua moglie e i tuoi amici. Ciao vecchio cuore granata”. Da qui è partito anche don Riccardo nella sua omelia: “Oggi non è l’addio, ma è un viaggio a Dio, quello che fa Sauro”.

“Ora è in cielo a giocare di nuovo con i suoi compagni, per questo noi diciamo grazie al Signore, insieme ai tanti che hanno voluto bene a Sauro, e diciamo grazie a lui, che per tutti questi anni ci ha donato il ricordo del Grande Torino e di quanto aveva saputo fare quella squadra”. Adesso Tomà si è riunito agli Invincibili.

 

Massimo De Marzi

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