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Politica | 28 marzo 2019, 13:33

TNE, si alza il sipario del Manufacturing technology center: 38 milioni per reinventare un pezzo di città e un pezzo di economia locale

Firmato l'accordo di programma tra Università, Politecnico, Regione, Comune e Camera di commercio. L'ex area di Mirafiori compie il primo passo ufficiale verso il futuro, tra industria e formazione

TNE, si alza il sipario del Manufacturing technology center: 38 milioni per reinventare un pezzo di città e un pezzo di economia locale

Due interventi, tra corso Settembrini e corso Marche, per dare impulso al recupero urbano, ma al tempo stesso trovare una casa alla manifattura e - in separata sede - all'aero-spaziale.

Il Manufacturing technology center compie il primo passo avanti concreto e lo fa grazie ai 38 milioni (30 della Regione e circa 7,5 del Politecnico, oltre a 500mila della Camera di Commercio) che serviranno agli interventi di riqualificazione che avranno soprattutto in TNE il centro di gravità, anche dal punto di vista simbolico.

Se ne parla da mesi, ma la giornata di oggi rappresenta anche in maniera fisica la città che si riappropria di un'area quasi dimenticata. Tutti dentro la vecchia fabbrica, a disegnare la Torino che sarà. "Finalmente il progetto parte - dice il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino - ma la sfida vera sarà fare vivere quello che abbiamo sottoscritto nell'accordo di programma".

"È il primo segnale concreto che gli enti territoriali danno di sposare la progettualità delle università - aggiunge Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino - e tutti insieme mescoliamo sangue e competenze, senza divisioni". La scelta di TNE d'altra parte si appoggia proprio alla presenza dell'avamposto accademico già presente nell'area. Uno dei pochi davvero operativi in zona, tra progetti e piani rimasti sulla carta. "E ci aspettiamo le aziende, visto che lo dimostra il caso delle aree intorno al nostro ateneo, dove gli spazi lasciati liberi piano piano si sono riempiti di imprese. Chiamarlo Polo, Parco o Piattaforma sarà un dettaglio".

Il primo impegno è rifare il punto tra tre anni, per il taglio del nastro a lavori conclusi. "Tutti insieme per ripartire dalla fabbrica, questo è il vero titolo della giornata di oggi, perché non è solo coi cioccolatini o coi musei che si crea il futuro della città", aggiunge Gianmaria Ajani, rettore dell'Università di Torino. "Questi luoghi per la città sono un problema, centinaia di migliaia di metri quadri post industriali abbandonati. Trovare un nuovo utilizzo è importante".

"Oggi sarà una giornata che ricorderemo - sottolinea Vincenzo Ilotte, preside della Camera di Commercio di Torino - perché la maker school era uno dei nostri sogni. Diamo una risposta concreta sia alle aziende che alle nuove generazioni. Da una parte non si trovano i tecnici e dall'altra non si trova lavoro. È un progetto che serve a tutto il mondo manifatturiero: di fianco alle macchine d'eccellenza avremo la competenza".

Il primo passo sarà, tra 9 mesi, la presentazione del Politecnico dello studio di fattibilità con l'indice definitiva delle aree individuate. E all'inizio del 2020 potrebbero essere pubblicati i primi bandi.

"Tremo per l'emozione e non solo per il freddo", scherza Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino, visto che la temperatura all'interno della ex fabbrica è molto poco primaverile. Manufacturing technology center è la risposta giusta al nostro territorio, affiancando la formazione e le nuove imprese. Una ricetta che in altre città europee ha funzionato moltissimo. In un luogo simbolo dell'industria torinese e italiana, portando nuova energia a tutto un quartiere che orbita qui intorno".

Il padrone di casa è Dino Chiaia, amministratore unico di TNE. "Tutto questo accade anche per la fiducia che i soci hanno avuto nella società. Siamo a un momento di svolta, ma dobbiamo pensare a quest'area non nel 2019, ma nel 2050. E senza cedere a una visione monodimensionale: non è solo edilizia, ma molto di più. La scatola più del contenuto. E le sue ricadute sociali".

Non mancano le dichiarazioni di interesse da parte di aziende, anche internazionali, sul modello del MTC. Interessi che cresceranno quando prenderemo definitivamente avvio. Ma l'auspicio, come dice l'assessore regionale Giuseppina De Santis, è che col tempo "anche le Fondazioni bancarie possano interessarsi a sostenere gli investimenti immobiliari in quest'area. Ma l'importante era appunto cominciare".

"Questa città non può fare a meno della sua vocazione industriale, interfacciandosi con ricerca, innovazione e sviluppo. E quindi al mondo formativo - conclude la sindaca, Chiara Appendino - e così rimettiamo al centro due delle nostre eccellenze. Ed è bello, dopo anni passati a combattere per tenere in vita TNE, parlare oggi di una trasformazione di un'area e di un intero territorio. Con la Linea2 della metropolitana quest'area sarà ancora più appetibile".

Massimiliano Sciullo

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