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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Eventi | 23 settembre 2019, 08:21

Anche Unicef nel mercatino "Aristopulci" al Castello di Pralormo

Domenica 29 settembre, la prima edizione di un mercatino tematico dedicato alla vendita di oggetti provenienti da antiche dimore

Anche Unicef nel mercatino "Aristopulci" al Castello di Pralormo

Domenica 29 settembre 2019 dalle 10 alle 18 nella cornice storica del Castello di Pralormo si svolge, ad ingresso gratuito, la prima edizione di un mercatino tematico dedicato alla vendita di oggetti provenienti da antiche dimore per dare nuova vita, attraverso il concetto di recupero e riutilizzo, a beni dimenticati in soffitte, solai e cantine.

Cosa c’è infatti di più intrigante del poter curiosare nelle case e negli armadi degli altri per scoprire dipinti, giocattoli, fotografie, giornali, marchingegni, porcellane, abiti e piccoli mobili? Oggetti tramandati di generazione in generazione, ma oggi non più utilizzati, sono così rispolverati ed esposti per suscitare l’interesse dei più curiosi e, magari, trovare una nuova casa.

Un’occasione imperdibile e unica per appassionati collezionisti, e non, di trovare pezzi originali e interessanti, ma anche per chi desidera proporre in vendita oggetti custoditi da secoli nelle proprie dimore.

In questa atmosfera d'antan, saranno presenti le Volontarie dell'Unicef che proporranno dalle 10 alle 18 le Pigotte dedicate ai Nonni. Inoltre a fronte di un piccolo contributo  sarà possibile scegliere tra alcuni giochi  tradizionali in legno: l’intramontabile Yo-Yo, la trottola, il domino classico e domino per i più piccoli .

Tra le curiosità esposte e in vendita anche antichi abiti del Settecento dai meravigliosi e raffinati ricami che fuoriescono da grandi bauli, bellissime scarpette da tango, stampe e manifesti pubblicitari, battipanni in giunco curvato, antichi ferri da stiro che si scaldavano con la carbonella, stampi per tessuti e molto altro…

Passeggiando tra i banchi vendita si possono ammirare anche alcune scenografie molto speciali dedicate ai servizi da tavola e a tutto l’occorrente per l’allestimento di momenti conviviali di famiglia o per le occasioni formali.

Tavole con ceramiche di Mondovì, di Gien, di Bassano, cristalli e argenterie rievocano l’atmosfera famigliare delle antiche case aristocratiche, dove “la convivialità è il fascino senza tempo di oggetti creati per il piacere di stare insieme…”.

“Chi sa cos’è?”: nella zona del mercatino è ambientata una curiosa iniziativa in cui saranno esposte curiosità ed oggetti misteriosi, non in vendita, provenienti dai cassetti e dagli armadi del Castello di Pralormo.

Consolata Pralormo a questo proposito racconta: “…una volta un ospite francese in visita al Castello vedendo una caraffa di porcellana bianca con due beccucci che era stata tramandata nella nostra famiglia per tre generazioni e di cui non riuscivamo a capirne l’utilizzo, ci ha svelato che serviva per fare l’acqua frizzante!”

Un’altra curiosità è legata ad una scatola di latta verniciata di nero, di produzione inglese degli anni ’40. Non tutti sanno che in passato i diplomatici, per non rovinare i sandwich nei loro lunghi viaggi, utilizzavano questi particolari contenitori “su misura” che, una volta consumati i tramezzini, si potevano richiudere per occupare pochissimo spazio!

Questa volta toccherà al visitatore indovinare il nome e l’utilizzo di alcuni misteriosi oggetti esposti, diventando così protagonista del gioco: un semplice modulo da compilare permette a chi indovina di vincere un premio speciale!

Anche in questa occasione il Castello ospita, tra i partecipanti, due associazioni benefiche torinesi. Inoltre in alcuni spazi a loro dedicati i bambini possono scambiare (non vendere) giocattoli e libri, ed essere così anche loro coinvolti nello spirito di condivisione e riutilizzo che anima l’iniziativa.

In occasione di Aristopulci all’interno del padiglione Orangerie si ammirano giochi e giocattoli antichi non in vendita immergendosi nell’atmosfera dell’infanzia dall’Ottocento fino alla metà del Novecento.

I visitatori scoprono giocattoli come trottole, case e mobili in miniatura, teatrini delle marionette, fotografie di bimbi reali e bimbi di casa, passatempi, pallottolieri e abbecedari, case di bambole e uno chalet di Biancaneve già siglato Disney, giochi da fare all’aria aperta, giochi di abilità, giochi che invitavano i piccoli a imitare i grandi, i loro mestieri, ruoli e professioni.

Si possono infatti ammirare le miniature di una locanda, una drogheria, un negozio di fiori, un’aula scolastica ma anche alcuni trenini, giochi dell’oca, il primo “Monopoli”, il domino e tanti altri giochi da tavolo e il kit del piccolo prestigiatore.

Il percorso continua con incredibili e dettagliatissime costruzioni, il mitico “Meccano” che forgiò centinaia di futuri ingegneri, ma anche un’interessante selezione di libri per l’infanzia, anche in francese, tedesco e inglese, perché molte volte a scegliere i libri per i piccoli erano le bambinaie, francesi, austriache e inglesi. Più recente perché risalente al secondo Dopoguerra ma immancabile, un calcio balilla fa nascere in ognuno ricordi di scatenate partite nelle sere d’estate.

Fra i giocattoli esposti anche bambole: la bambola “Elena”, così chiamata in onore di colei che la donò alla madre dell’attuale proprietario: la Regina Elena infatti regalò nel 1911 questa bambola di porcellana, con un corredo degno di una principessa. Accanto alla culla di Elena, ecco apparire altre bambole, sicuramente altrettanto amate dalle loro proprietarie, e una casa di bambole.

Inoltre un cavallino di legno, una macchinina a pedali e un’esposizione di giochi basati sulla destrezza, sull’agilità, sulla velocità e sulla coordinazione, che contribuivano a sviluppare abilità che si sarebbero rivelate utili quando il bambino fosse diventato grande: cerchi, trampoli e tricicli, bocce e croquet, racchette da volano, trottole e l’ingegnoso “perfect tennis trainer” di manifattura inglese con la scatola che riporta la frase “utilizzato dal Principe di Galles”.

A conclusione del percorso oggetti straordinari e curiosi, come alcuni esemplari delle prime Lanterne Magiche, antenate del cinema, un piccolo proiettore “Pathè” con le bobine che contenevano i filmati delle avventure del Gatto Felix, uno dei primissimi cartoni animati, e molto altro.

Comunicato stampa

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