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Cultura e spettacoli | 14 novembre 2019, 15:18

Il Maestro Matstumoto a Torino: "Un sogno che si realizza vedere l'Europa coi miei occhi"

Emesso da Poste Italiane il primo annullo filatelico in occasione del quarantennale della messa in onda italiana di Capitan Harlock

Il Maestro Matstumoto a Torino: "Un sogno che si realizza vedere l'Europa coi miei occhi"

A quarant'anni dalla messa in onda tv in Italia di Capitan Harlock, questa mattina, a Palazzo Civico, il Maestro Leiji Matstumoto ha apposto il primo annullo filatelico emesso da Poste Italiane in occasione dell'importante anniversario. È l'evento inaugurale di un ricco programma pubblico, fino al 17 novembre, a Torino, che vedrà, tra gli appuntamenti principali, l'inaugurazione di una statua di Capitan Harlock alta 3 metri al Mufant, sabato, e l'incontro con gli appassionati di fumetti alla Scuola Holden. Quattro giornate organizzate dall'Associazione culturale Leiji Matstumoto con il patrocinio di Città di Torino e Città metropolitana, che ha anche curato un ciclo di conferenze e una rassegna cinematografica sulla poetica dell'autore.


"I sogni non svaniscono finché le persone non li abbandonano". È una delle massime raccolte dalle avventure spaziali di Capitan Harlock, stampate dall'associazione su un folder commemorativo in edizione limitata, che verrà distribuito in occasione di tutti gli incontri cui parteciperà il Maestro nei prossimi giorni.

"Un grande piacere per la città accoglierlo per un momento unico - ha commentato l'assessore alla cultura Francesca Leon -. Sono moltissimi i suoi fan anche qui a Torino, ed è merito soprattutto dei valori e dei sentimenti incarnati dai suoi personaggi. Le azioni dei suoi eroi e delle sue eroine ci invitano a riflettere su temi cruciali, come la difesa dell'ambiente".

Visibilmente emozionato, Matstumoto ha ringraziato la Città per l'accoglienza: "Essere qui è un sogno, vedere i vostri volti mi riporta a contatto con i miei antenati europei - ha detto -. Sono cresciuto con l'influenza dell'Europa, perché mio papà era pilota di caccia e ha volato a lungo con piloti europei. Ho ricordi molto vividi di quegli anni, anche se ero un bambino. È come se i suoi geni si fossero impregnati di europeismo. Ecco perché i miei personaggi hanno tratti marcatamente europei, ne sono attratto fin da bambino. Arte, cinema, architettura, paesaggi: le bellezze occidentali mi hanno trasmesso moltissimi, influenzando la mia opera sin da quando ho iniziato a fare il fumettista".

"Ho sempre creduto molto nei miei sogni - ha continuato -. Ho vissuto una vita piena perché ho potuto fare tantissime cose oggi precluse ai più. So pilotare tutti i tipi di aereo, ad esempio. Ho utilizzato moltissimi strumenti e arnesi su cui si sono basate le creazioni dei miei fumetti: ho potuto disegnarli proprio perché li conoscevo. Sono da sempre molto appassionato di invenzioni umane: mi sono basato sull'esistente per immaginare l'evoluzione. Pensavo anche a cosa potesse essere utile alle persone per migliorare la propria. Poi, mio fratello minore, a differenza mia, ha potuto studiare ed è diventato ingegnere spaziale, contribuendo a realizzare alcune cose immaginate nei miei fumetti, come i razzi spaziali". 

Nato nel 1938, Akira Matstumoto (questo il suo vero nome) aveva sette anni quando venne sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima. Della guerra ha diversi ricordi d'infanzia, ma non ha mai serbato rancore per la tragedia che sconvolse il Giappone. "Anche dalle cose più terribili può nascere qualcosa di buono. Ho preferito guardare avanti, pensare che l'umanità potesse avere possibilità di riscatto. Il mio lavoro consiste in questo: cerco di creare le condizioni in cui le persone possano andare d'accordo tra loro".

Poi il Maestro ha raccontato di com'è scaturito l'interesse per l'urgenza climatica, molto presente nelle sue storie. "Già 40 anni fa ragionavo sull'ambiente. Abbiamo una sola terra e siamo forte rischio estinzione. Vorrei dire che ora non è il momento di combatterci, siamo un'umanità unica, dobbiamo collaborare tutti per la salvaguardia del pianeta".

"Tutto il mio immaginario è stato ispirato dalla cultura europea. Mi piacevano moltissimo i pirati, e il teschio di Capitan Harlock non è usato per spaventare, ma significa raggiungere i nostri sogni e vivere i nostri ideali finché non saremo diventati ossa. Voglio continuare il mio percorso di vita e lavoro. Spero abbiate la benevolenza di accompagnarmi".

"Ultimamente mi affascinano molto i buchi neri - ha concluso -. Ma il mio sogno più grande sarebbe di andare su Marte. Ho già chiesto all'agenzia spaziale giapponese di farmi partire. E accetterei volentieri il rischio di non tornare più: lasciatemi andare, perché è il mio sogno".

Manuela Marascio

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