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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Economia e lavoro | 05 dicembre 2019, 20:32

Moreggia e Avionitaly: accordo sugli ammortizzatori sociali. Ora si cercano nuovi investitori

L'intesa tra le due aziende di Collegno e le organizzazioni sindacali si è trovata al termine del secondo incontro all'Unione Industriale. In arrivo un acconto sui pagamenti arretrati e la richiesta a Regione e ministero per la cassa integrazione

Moreggia e Avionitaly: accordo sugli ammortizzatori sociali. Ora si cercano nuovi investitori

Al secondo incontro è arrivato l'accordo. Moreggia e AvionItaly, le due aziende di Collegno che nei giorni scorsi avevano annunciato licenziamenti collettivi per 160 persone (più altre 40 a Napoli), hanno trovato un'intesa con le rappresentanze sindacali.

"La società, preso atto delle istanze presentate al tavolo della trattativa, si è resa disponibile, a tutela dei lavoratori, a venire incontro alle richieste delle organizzazioni sindacali, per quanto l’attuale situazione economica finanziaria dell’impresa lo consenta" - si legge in una nota diffusa da Moreggia - . In particolare la Moreggia, a fronte dell’impegno delle OOSS e dei lavoratori di cessare forme di agitazione, riprendendo la produzione per rassicurare i committenti e così favorire l’individuazione di interlocutori seri, interessati all’acquisizione di uno o più dei rami di attività che la caratterizzano, ha aderito alla richiesta sindacale di ricorrere agli ammortizzatori sociali previsti per crisi aziendali legate a programmi di cessazione di attività, così da permettere ai lavoratori adeguate misure di sostegno al reddito".

Un accordo che, tuttavia, non sposta il nodo centrale: quello di un indebitamento ormai così elevato che non permette di pensare a un futuro produttivo. "Come più volte sottolineato, la progressiva contrazione delle commesse in atto da ormai quattro anni – dovuta all’alternanza dei cicli che caratterizza il mercato e alla decisione dei principali committenti di orientarsi su modelli di business focalizzati sul make anziché sul buy – ha portato a un elevato squilibrio finanziario, con un crescente aumento del debito nel 2018, che si è ulteriormente incrementato nel 2019, situazione che ha indotto taluni fornitori a non proseguire i rapporti con l’azienda, se non previe garanzie, ad oggi non sostenibili per la società", ribadisce la società.

"Un accordo c'è - conferma Marco Secci, della segreteria Uilm Torino che sta seguendo la vicino la vertenza - anche se non era certo quello a cui puntavamo, ma ci siamo trovati nelle condizioni di accettare per poter avere il pagamento di parte degli stipendi non ancora ricevuti dai lavoratori e per far partire il percorso per la cassa integrazione". "Gli stipendi, tramite assegno circolare, saranno consegnati domani pomeriggio ai lavoratori, mentre per gli ammortizzatori faremo la richiesta come da procedura. Sul resto degli arretrati c'è un impegno sulla parola, con la ripartenza della produzione. E poi vedremo che succederà, confidando nell'arrivo di potenziali compratori".

"Non è una gran vittoria, ma almeno una piccola soluzione - spiega Gianfranco Gallino, sindacalista della Fiom -: restano sul tavolo i problemi e gli arretrati, ma con l'accordo si arriverà domani a un acconto su quanto non è stato ancora riconosciuto ai lavoratori e nel frattempo, riprendendo le attività e con le consegne di alcuni pezzi già pronti per Leonardo, si potrebbe rimettere in moto un minimo di meccanismo utile anche per attirare eventuali compratori interessati". Ma dall'incontro di oggi è uscito anche il documento con cui si chiede alla Regione e al Ministero di concedere la cassa integrazione per crisi, aprendo così un ombrello sopra il reddito dei dipendenti per almeno un anno.

Massimiliano Sciullo

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