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Attualità | 16 gennaio 2020, 16:38

Dopo Milano e Venezia Combo prende casa anche a Porta Palazzo. E comincia da un turco e da un cinese [FOTO]

Apre i battenti domani l'ostello che nasce sulle ceneri della caserma dei Vigili del Fuoco, abbandonata da 20 anni. Investimento da 14 milioni di euro, ma che punta a un'anima di territorio e sociale. Denegri: "Qui ospitalità, ristorazione, legami con arte e cultura. Magari anche una mensa per i poveri"

Dopo Milano e Venezia Combo prende casa anche a Porta Palazzo. E comincia da un turco e da un cinese [FOTO]

Un turco per dieci giorni e un cinese per quindici. Sono loro i primi due clienti di Combo, il nuovo ostello (anche se le parole per descrivere uno spazio di questo genere sono un po' limitanti) che domani apre i battenti e rilancia un'area di Porta Palazzo che un tempo ospitava la caserma dei vigili del fuoco e che ora, tra Piazza della Repubblica e corso XI febbraio, si propone come qualcosa di completamente nuovo.

I suoi predecessori si trovano a Milano e Venezia, ma presto si aggiungeranno anche Roma, Verona e Bologna. Uno spazio di ricettività per chi visita Torino, un luogo dove dormire, ma anche un ristorante, un bar, un luogo che vuole aprirsi alla città e che forse, fino in fondo, non ha ancora definito pienamente cosa vuole essere. Ci sarà spazio anche per i torinesi, ospitalità per l'arte, per la cultura, ma pure una radio.

Sono stati spesi - tra acquisito, ristrutturazione e arredi - circa 14 milioni di euro, su circa 7600 metri quadri di superficie e con 30 dipendenti presenti in struttura.

"Combo nasce come idea almeno tre anni fa e solo ora comincia a prendere corpo - dice Michele Denegri, 51 anni, patron dell'operazione e che a Torino è già legato allo storico ristorante Del Cambio -. Ma quando andrà a regime, alcuni suoi valori saranno intangibili, come la voglia di creare un senso di comunità. Ecco perché cerchiamo palazzi storici da riqualificare: qui lo abbiamo fatto con l'ex caserma dei Vigili del fuoco, a Milano con un palazzo sui navigli, a Verona con una ex scuola e Roma con un ex convento. Vogliamo creare un punto di incontro tra il turista che viene e Torino e chi la città la abita. Dovrà essere unica nel suo genere, dovrà avere l'anima del territorio e di Porta Palazzo. Non dovrà sembrare New York o Amsterdam, dovrà essere Torino".

"Questo vuol dire una grande attenzione sociale, anche verso le fasce che hanno problemi - sottolinea Denegri -. Pensiamo a un modo di restituzione verso la società, magari con una mensa dedicata ai poveri, che sia efficiente rispetto alla nostra attività. Ma per ora sono solo idee, valori che abbiamo messo in agenda e che siamo risoluti a realizzare. Ma ho anche chiesto ai musicisti del Regio di venire qui a suonare, insegnare e dando spazio ai giovani. E qui troveranno spazio anche attività di microcredito proprio per poter incontrare chi è in difficoltà e con la Compagnia di San Paolo stiamo pensando a una collaborazione con SocialFare".

Il luogo risale al 1883 ed era abbandonato da circa 20 anni: è stato riprogettato dall'architetto Ole Sondresen e dall'interior designer Helga Faletti. Al piano terreno i servizi, al primo e al secondo piano le camere - private o condivise - da 2 a 7 posti, miste o anche solo femminili. C'è addirittura un loft da 16 posti letto, pensato magari per i viaggi di gruppo. Prezzo medio a partire da 25 euro. "Abbiamo scelto di venire a Porta Palazzo per l'energia enorme che Porta Palazzo ha già e ne abbiamo enorme rispetto, insieme al folclore e alle dinamiche di una piazza multietnica. Sono io che sono riqualificato da Porta Palazzo, non siamo qui per riqualificarla. Siamo a servizio, di questi luoghi e vogliamo restituire quanto possibile. Per uno straniero sarà suggestivo dormire qui e faremo la spesa per la nostra cucina proprio a Porta Palazzo. A marzo apriremo un'altra ala con un secondo bar che potrà essere a disposizione di chi viene a montare alle 5 di mattina".

E poi cultura: "Faremo eventi con il Salone del libro, con Club to Club e non solo. Lo stiamo facendo anche in altre città. Combo avrà basi solide e sostenibili, chi fa cultura in città ci ha già sposato".

Massimiliano Sciullo

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