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Cronaca | 03 marzo 2020, 07:19

Preparavano un assalto a un portavalori, ma il colpo viene sventato dai carabinieri [VIDEO]

Sequestrati tre fucili e centinaia di chiodi a tre punte dopo l'inseguimento di due vetture che da Parella si è concluso a Collegno

Preparavano un assalto a un portavalori, ma il colpo viene sventato dai carabinieri [VIDEO]

Una gazzella dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino in servizio ieri nel quartiere “Parella” ha incrociato una Fiat 500 con a bordo due persone, il cui sguardo e atteggiamento li ha insospettiti non poco. E' così scattato un controllo e i miliari, raggiunta l’autovettura - seguita a brevissima distanza anche da un’Alfa Romeo Giulietta con un solo individuo alla guida - ha intimato l’alt. 
Improvvisamente, però, entrambe le auto hanno accelerato bruscamente senza fermarsi. La corsa a tre a folle velocità è iniziata nel capoluogo piemontese ed è terminata a vicina Collegno, dove i carabinieri sono riusciti a stringere a bordo corsia i due mezzi in fuga.



I tre sospettati (due a bordo della fiat 500 e uno della Giulietta) si sono dati alla fuga nei campi limitrofi, inseguiti a piedi dai militari che sono riusciti a bloccarne solo uno (l’autista della Giulietta), un 27enne di San Severo già noto alle forze di polizia che indossava un giubbetto antiproiettile, uno scaldacollo e guanti e aveva in tasca varie cartucce calibro 12. La successiva perquisizione della Fiat 500 ha permesso di trovare un arsenale pronto all’uso sul sedile posteriore : 2 pericolosi fucili a pompa, calibro 12 (1 Bernardelli rubato a Fermo nel mese di giugno 2015 e 1 Hawk Industries China, di fabbricazione clandestina, entrambi muniti di caricatore con 5 colpi di cui 1 in canna), un terzo fucile automatico Beretta cal. 12, munito di caricatore 5 colpi di cui 1 in canna (intestato a una persona deceduta), nonché un centinaio di chiodi a tre punte.

Sequestrate le due auto, entrambe con targhe clonate, delle quali la Fiat 500 è anche risultata rubata nel centro storico di Torino il 29 febbraio scorso. Le indagini proseguono per catturare i complici, verificare se le armi, inviate al RIS di Parma, siano state utilizzate in altri episodi delittuosi, nonché individuare l’obiettivo della banda.

redazione

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