/ Attualità

Attualità | 11 marzo 2020, 11:15

Amazon conferma un caso positivo di coronavirus nello stabilimento di Torrazza

L'azienda ha provveduto a mettere in quarantena i dipendenti che sono entrati in contatto con il dipendente

Amazon conferma un caso positivo di coronavirus nello stabilimento di Torrazza

Amazon Torrazza conferma un caso di positività all'interno dello stabilimento. La positività del test è arrivata nella serata di ieri, martedì 10 marzo.

"Stiamo seguendo le indicazioni che ci sono state date dall'Asl - ha fatto sapere Elena Cottini, responsabile della comunicazione di Amazon in Italia -. Appena abbiamo ricevuto i risultati del test, l'azienda ha messo in quarantena a casa tutte le persone entrate in contatto per più di 15 minuti con il dipendente". La comunicazione agli altri dipendenti è avvenuta ieri sera e anche stamattina al momento del cambio turno. 

Il lavoro nello stabilimento non si è però fermato, mentre la postazione è stata sanificata.

Amazon tiene a precisare che da gennaio, da quando il coronavirus è arrivato in Italia, sono aumentate le procedure di pulizia adottate nello stabilimento. "A tutti i dipendenti è stato raccomandato di lavarsi spesso le mani e tutte le postazioni sono state dotate di prodotti aggiuntivi, come le salviette igienizzanti". 

Sulla vicenda sono anche intervenuti i rappresentanti sindacali della Filt Cgil di Torino che hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutti i dipendenti diretti ed indiretti dello stabilimento di Torrazza. 

"A seguito della conferma del caso di positività al virus Covid19 di una lavoratrice ad Amazon in Torrazza Piemonte e della verifica dei casi da porre in quarantena, dall’Azienda non sono arrivate, dopo rassicurazioni solo informali dei giorni scorsi, comunicazioni chiare sulle misure messe in atto per il rispetto di quanto previsto dai DPCM del 8 e del 9 marzo per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori del sito - fanno sapere i sindacati in una nota stampa -. L’azienda è tenuta a garantire la distanza e i dispositivi di sicurezza per lo svolgimento della normale attività lavorativa e per l’utilizzo di luoghi comuni come mensa e spogliatoi, oltre che la sanificazione dei luoghi di lavoro".

I rappresentanti sindacali hanno provveduto a segnalare la situazione allo Spresal.

a.g.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium