/ Politica

Politica | 14 maggio 2020, 16:30

Edilizia, i costruttori promuovono il Riparti Piemonte: "Un bazooka per il settore, ma bisogna fare in fretta"

La presidente Malabaila: "Basta perdere tempo: le misure servono adesso"

Edilizia, i costruttori promuovono il Riparti Piemonte: "Un bazooka per il settore, ma bisogna fare in fretta"

A causa dell’emergenza sanitaria, i costruttori sono stati i primi a chiedere la sospensione delle attività per la salute e la sicurezza dei lavoratori e sono stati anche i primi a riorganizzarsi per la ripresa dei cantieri. Ora che è partita la fase 2 e secondo l’indagine realizzata da Ance Piemonte, dal 4 maggio a livello regionale, il 63% dei cantieri ha riaperto, l’8% sono rimasti attivi per lavori urgenti o senza difficoltà rilevanti, il 16% è in forte difficoltà e il restante il 13% sono ancora chiusi.

Le principali criticità riscontrate dalle imprese riguardano, per il 76,4%, il reperimento dei dispositivi di protezione individuale, mentre il 76,4% sottolinea difficoltà per la copertura dei costi aggiuntivi per la sicurezza. Il 63,9% segnala calo della produzione, il 62,3% l’impossibilità di dare la formazione di base ai neoassunti, il 45,8% la complessità delle misure per l’accesso ai cantieri, il 41,7% il rispetto della distanza interpersonale nelle attività lavorative e il 34,7% l’approvvigionamento delle forniture.

“Abbiamo accolto favorevolmente il provvedimento Riparti Piemonte di prossima approvazione: finalmente è stato dato ossigeno al settore delle costruzioni riconoscendo il ruolo anticiclico, un euro investito in edilizia genera nell’intero sistema economico una ricaduta di 3,5 euro - commenta il Presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta Paola Malabaila -. Le misure della proposta di legge, riducendo gli oneri di urbanizzazione, rendono veramente vantaggiosa la sostituzione edilizia e rappresentano lavoro vero locale per operai ed imprese piemontesi”.

Per i costruttori si tratta di una norma in emergenza, a tempo, ma adeguata ad evitare inutili contagi conseguenti alle trasferte, permettendo nel contempo di fare lavorare gli addetti a km zero. “Non è pensabile in questo momento trasferire squadre di operai esponendoli a rischi inutili quando per qualche mese possono lavorare qui è tornare a casa la sera dalle loro famiglie”, specifica Malabaila. "Condivido la scelta di tagliare i tempi di approvazione delle autorizzazioni a mio avviso indispensabile per poter fare partire i cantieri, plaudo alla volontà di semplificazione proposta sulla certificazione antimafia e sul DURC: finalmente un governo regionale che approccia il settore edile senza colpevolizzarlo e condannarlo a priori attraverso una diffusa presunzione di colpevolezza. Tuttavia rinunciamo a questa semplificazione perché temiamo che questa fiducia possa essere tradita da coloro che furbescamente pensino di approfittare della fragilità del momento. Il nostro dovere è quello di tutelare le imprese oneste e il lavoro regolare”, continua. 

“Abbiamo bisogno di guardare al futuro con fiducia, per le imprese e per le generazioni che verranno. Il Riparti Piemonte ha tutte le potenzialità per porre rimedio, con velocità, a lungaggini che da sempre rallentano gli investimenti e chiediamo alla politica di attivarlo subito. Ci auguriamo che la parte sindacale assecondi la nostra posizione, in quanto in un periodo di crisi come questo è importante essere coesi sulle priorità – conclude Malabaila. – Aggiungo che alcune disposizioni particolarmente efficaci, qualora si rilevassero davvero tali, al termine dell’emergenza andrebbero rese permanenti”.

M.Sci

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium