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Cronaca | 21 maggio 2020, 06:50

The time of the virus: "Le mie foto nei reparti Covid" (FOTO E VIDEO)

Nel progetto del reporter Stefano Stranges i volti e le azioni di chi ha operato in prima linea nei nostri ospedali, ma anche di chi vive in situazioni di un disagio accentuato dall’emergenza

Scatti da "The time of the virus", l'ultimo progetto di Stefano Stranges

Scatti da "The time of the virus", l'ultimo progetto di Stefano Stranges

Fotografo e fotoreporter indipendente, nato a Torino, dopo una laurea in Comunicazione Interculturale nel 2006, Stefano Stranges ha iniziato a lavorare come fotografo nel campo della moda e del "corporate". Dal 2012 ha cambiato orizzonte, iniziando a focalizzare i propri lavori sui temi sociali, realizzando reportage di indubbio valore, non soltanto tecnico ma soprattutto umano e documentaristico.

Da quel momento sono state diverse le sue collaborazioni con organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali, e con riviste del settore giornalistico e documentaristico. Tra le Ong la collaborazione a lungo termine con Terre des Hommes, da cui è scaturito il reportage "Drought in the rain season - A climate change issue", incentrato sui temi umanitari e sulle problematiche dovute ai cambiamenti climatici, che gli ha fruttato una menzione d'onore all'International Photography Award 2019.



Nello stesso anno ha ricevuto, insieme ad altri undici reporter, la medaglia all'alto valore sociale conferita dal Presidente della Repubblica, per la collettiva fotografica Exodos.

I suoi reportage sono stati pubblicati da Rolling Stone, Il Reportage, Il Manifesto, La Stampa, Jesus Magazine, Left Magazine, Lo Stato delle Cose, Voci Globali. Innumerevoli i premi ricevuti, tra i quali il Tifa 2017 (Tokyo International Foto Award), dove ha ricevuto il Silver Prize in Editorial-Photo Essay Professional con il lavoro “The victims of our wealth”, che gli è valso anche la Honorable Mention in Essay Photography/professional all’IPOTY (International Photographer of the year).

Al momento Stefano Stranges sta lavorando al progetto “Life - The time of the virus”, nel quale, come spiega lui stesso nella nostra intervista, ha trattato l’emergenza Coronavirus attraverso il suo obbiettivo e i suoi occhi, partendo da quello che poteva vedere nei duecento metri di spostamenti concessi nella "fase uno", per poi uscire seguendo le disposizioni dei diversi decreti ministeriali, andando a fissare l’emergenza attraverso i volti e le azioni di chi era in prima linea, di chi si è messo a disposizione degli altri, ma anche di chi viveva già in situazioni "border line", che sono state accentuate dall’emergenza. 

Andrea Olimpi

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