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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Cultura e spettacoli | 02 giugno 2020, 20:00

"All'aperto e sotto le stelle: quest'estate aspettiamo il pubblico cittadino nei piccoli comuni" [INTERVISTA]

Confermata l'edizione 2020 del festival Borgate dal Vivo, tra Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Il direttore artistico Alberto Milesi: "Un calendario di trenta eventi per rilanciare i luoghi periferici". Inaugurazione alla Sacra di San Michele il 27 giugno, con Saulo Lucci ed Elisabetta Bosio

"All'aperto e sotto le stelle: quest'estate aspettiamo il pubblico cittadino nei piccoli comuni" [INTERVISTA]

Alberto Milesi, Borgate dal Vivo anche quest’anno si farà. Cosa si prova a confermare un festival per l’estate 2020, in un periodo in cui tanti eventi vengono sospesi o posticipati?

Prima del lockdown avevamo già pronto il 90% del nostro programma, e abbiamo tenuto tutto fermo e bloccato nella speranza di ripendere presto. Siamo stati dei folli, lo so, ma siamo anche molti felici di aver fatto questa scelta. Borgate dal Vivo, per sua stessa, natura può solo avere luogo d’estate, all’aperto, e non creiamo mai grossi assembramenti, quindi eravamo già a prova di Covid prima che scoppiasse la pandemia. Inoltre sarebbe stato impensabile rinviarlo di qualche mese, dato che in autunno ripartiremo con le nostre stagioni teatrali nei teatri, da Avigliana, a Rivalta, a Ventimiglia. Il festival inizierà il 27 giugno e dovrebbe concludersi il 6 settembre, salvo qualche evento "off" che si protrarrà dopo l'estate. E lo inaugureremo dalla Sacra di San Michele: sarà l’unico evento simbolico senza pubblico, in streaming, con uno spettacolo notturno di grande impatto visivo. Avremo ospiti Saulo Lucci ed Elisabetta Bosio. Poi proseguiremo con il calendario nei nostri piccoli comuni. A oggi abbiamo chiuso 24 eventi, arriveremo circa a una trentina. Le regioni coinvolte sono Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta: quest’anno saltiamo la Lombardia per alcune difficoltà organizzative dettate dall'attuale emergenza sanitaria. 

Come state lavorando, con i comuni coinvolti, per definire le modalità di svolgimento della nuova edizione, secondo le norme di sicurezza vigenti?

Per noi il rapporto coi comuni è fondamentale. Come soci di Italia Festival siamo stati tra i promotori della proposta fatta da Agis al Mibact per la ripartenza dello spettacolo dal vivo. Ora stiamo capendo come regolare gli accessi: sicuramente manterremo la grande predominanza di eventi gratuiti, ma per questi, come per i pochi a pagamento, i posti saranno in prevendita o in prenotazione. La difficoltà logistica è data dalle sedie, perché spesso non troviamo una grande disponibilità nei comuni cui ci rivolgiamo. Davvero, la disposizione e il distanziamento sono le uniche cose che mi preoccupano di più, al momento, e quasi non mi fanno dormire.

Il tema di quest’anno cita la Divina Commedia. Quale messaggio volete trasmettere?

Sono due. Il primo è di apertura, perché Borgate dal Vivo ha davvero luogo sotto le stelle, mentre l’altro è metaforico: come Dante esce dall’Inferno, anche noi ci lasciamo alle spalle un periodo complicato. Nell’evento inaugurale Saulo Lucci reciterà proprio l’ultimo canto della Divina Commedia. Per una partenza simbolica abbiamo scelto il luogo simbolo del Piemonte, che per me è un luogo del cuore, abitando in Val di Susa. Mi è venuto in mente proprio andando a passeggiare lì un paio di settimane fa.

Pensate che l’organizzazione di manifestazioni culturali in luoghi di dimensioni ridotte, rispetto alle grandi città, sia più semplice, in questa Fase 2? Vi porrete come modello?

Sì, probabilmente in questa fase è più semplice. Abbiamo visto tante rassegne a Torino saltare, mentre essere fuori dai grandi centri urbani ci aiuta moltissimo. La nostra forza sta nel ribaltare l’offerta culturale, dai grandi centri ai luoghi periferici. Abbiamo iniziato nel 2016 con l’idea di rilanciare le borgate alpine, ma poi abbiamo allargato lo spettro al concetto più ampio di periferia, non solo montana. La risposta che c’è stata nell'incremento dei numero, ogni anno, ci ha fatto capire che era la dimensione giusta. I cambiamenti sociali in atto ci mostrano un ritorno a questi comuni più vivibili rispetto alle città, anche in virtù degli attuali stravolgimenti climatici. Con il nostro gruppo di lavoro ci siamo confrontati, in questi giorni, e crediamo che non ci mancherà di certo il pubblico. Dovremo solo essere bravi a gestirlo.

Sono già stati fatti alcuni nomi, tra gli ospiti. Quali sono le vostre aspettative, per questa nuova edizione, in termini di partecipazione del pubblico e di rilancio delle stesse comunità coinvolte?

Arrivo giusto adesso da alcuni sopralluoghi. Stiamo lavorando per far tornare Elio Germano con Viaggio al termine della notte. Poi avremo tanti eventi letterari, con Alessandro Barbaglia prima a Rubiana e poi sul lago d’Orta, dove arriverà in barca e presenterà il suo libro da lì. Tommaso Ragno a Lanzo Torinese, con uno spettacolo su Dracula di Bram Stoker, di cui ha curato l’audiolibro. Poi Francesco Montanari ad avigliana, Mauro Berruto a Pinerolo, tornerà l'immancabile Luca Mercalli a Oulx per parlare di ambiente, Guido Catalano a Santa Maria Maggiore, Chiara Buratti ad Asti e, in chiusura, faremo sicuramente degli eventi grossi a Venaus. Entro dieci giorni avremo il calendario definitivo. 

Manuela Marascio

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