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Cronaca | 18 giugno 2020, 11:10

Rogo alla Thyssen: parenti in lacrime davanti al procuratore generale [VIDEO]

Lo sfogo dopo la notizia che i due manager condannati Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, che usufruiranno della semilibertà

Rogo alla Thyssen: parenti in lacrime davanti al procuratore generale [VIDEO]

"Questi delinquenti devono andare in galera, abbiamo sempre creduto in voi, ma adesso ci sentiamo presi in giro, siamo partiti da sedici anni di carcere e non ne hanno fatto neppure un giorno". Urla e piange Rosina Platí, madre di Giuseppe De Masi, uno dei sette operai della Thyssen morti nel rogo del 2007.

La donna stamattina é stata ricevuta in tribunale dal procuratore generale di Torino Francesco Enrico Saluzzo insieme ad altri sette familiari delle vittime, dopo la notizia che i due manager tedeschi condannati per omicidio colposo, Thyssen Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, potranno usufruire in Germania di una semilibertà. "Siamo in Europa - si sfoga Platí -, ma la pena non viene scontata, ci hanno ammazzato i figli nel modo piú atroce e non stanno pagando, anzi lavorano ancora per la Thyssen".

Il procuratore Saluzzo ha spiegato che "non abbiamo mai abbassato la guardia, ma non possiamo incidere sulle leggi di un altro Stato. Capisco che questa notizia rinnova il vostro dolore e vi lascia scontenti, ma anche il Ministero, a livello sia di pressione politica che di azione amministrativa, quello che poteva fare lo ha fatto. I due manager non potevano scontare la pena in Italia, ovvio che questa é un'esecuzione monca". E ancora: "Anche riconoscendo il colposo si potevano comunque dare 15 anni perché ci sono stati sette morti, ma il giudice ha deciso diversamente".

"Anche io penso che dovevano essere condannati per un resto doloso, ma il giudice ha deciso per la colpa. Il governo - ha aggiunto Saluzzo - non può monitorare nessun processo, sennò saremmo in una dittatura, se avessi potuto dirvi che i due erano già in carcere come uomo lo avrei preferito. Questa storia - ha concluso Saluzzo fa capire come tutte le critiche che si fanno al nostro Paese vanno prese con cautela, perché anche negli altri Paesi le cose funzionano in un determinato modo. So che siete delusi, forse più addolorati di prima. Adesso anche se il ministro facesse fuoco e fiamme la situazione in Germania non cambierebbe di un millimetro. Non possiamo dire ai tedeschi come eseguire le pene".

"La giustizia di sconfitte ne subisce tante - ha concluso - è stato un percorso a ostacoli e alla fine dell'ultimo ostacolo forse il risultato è stato meno importante di quanto ci aspettassimo".

Alle 12 l'appuntamento in Comune con la sindaca Chiara Appendino.

"Penso - ha commentato Appendino, prima dell'incontro - che sia uno schiaffo alla battaglia e alla loro lotta: la città, come ha fatto in passato, continuerà a schierarsi al loro fianco". "Faremo sentire - ha proseguito la prima cittadina -  la nostra voce, anche se purtroppo non è una scelta che dipende da noi: siamo vicini come città alle famiglie".

Ieri sera il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha chiamato le mamme della Thyssen. "Io non ho ancora parlato con Bonafede - ha invece chiarito Appendino - perché volevo prima parlare con i familiari: oggi sicuramente sentirò anche il ministro". 

La notizia della semilibertà per i manager tedeschi Thyssen “smentisce chi dava per certo che avrebbero davvero pagato per la strage di 13 anni fa e non rende giustizia agli operai morti e alle loro famiglie”. Questo il commento di Federico Bellono, responsabile lavoro e sicurezza della Cgil Torino, di Domenico Lo Bianco, segretario Generale Cisl Torino e di Francesco Lo Grasso, della segreteria regionale Uil, presenti questa mattina in Tribunale all'incontro tra i familiari delle vittime e il Procuratore Generale della Repubblica di Torino, Francesco Saluzzo.

"Le lacrime dei familiari delle vittime sono un monumento di dignità", ha invece commentato l'onorevole Nicola Fratoianni (LeU). "Quella dignità che manca a quella gentaglia responsabile della strage".

 

Marco Panzarella e Cinzia Gatti

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