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Politica | 02 luglio 2020, 12:50

Comunali 2021, diktat della Lega: “Candidato sindaco di Torino spetta a noi”

Maccanti:"Sarà una persona con profonde radici in questa Città, dovrà saperla riaccendere. Torino ha bisogno di essere riaccesa”

Comunali 2021, diktat della Lega: “Candidato sindaco di Torino spetta a noi”

Un candidato sindaco di centro destra scelto dalla Lega, proveniente dal mondo politico o dalla società civile. La campagna elettorale Torino 2021 del centro destra inizia dalla sala Carpanini di Palazzo Civico, luogo simbolico del Comune di Torino. A mettere in chiaro gli equilibri, facendo sentire il peso del consenso elettorale riscontrato durante le elezioni regionali del maggio 2019 è la deputata torinese Elena Maccanti.

La scelta del candidato sindaco del centro destra? Spetta a noi, ma la concorderemo con gli alleati. Stiamo lavorando al programma” ha ammesso Maccanti. Se l’identikit non è ancora stato trovato, a meno di un anno dalle elezioni, inizia a delinearsi quello che sarà il profilo del nome proposto dal centro destra: “Il candidato sindaco non è un dogma che sia un politico, potrebbe provenire anche dalla società civile come già ribadito da Matteo Salvini” ha confermato Maccanti. La deputata leghista ha poi fissato alcuni paletti: “Sarà una persona con profonde radici in questa Città, dovrà saperla riaccendere. Torino ha bisogno di essere riaccesa”.

Di certo, a meno di scossoni clamorosi, il centro destra si presenterà unito alle elezioni 2021, non commettendo così l’errore che portò alla sconfitta nel 2016. “Siamo convinti che ci siano le condizioni per evitare il frazionamento voluto 4 anni fa da Forza Italia” è l’analisi di Fabrizio Ricca, assessore regionale della Lega e capogruppo in Consiglio comunale. Come evidenziato da Maccanti, inoltre, la Lega pur ribadendo il peso politico, si è già dimostrata inclusiva verso gli alleati in altri Comuni e in altre Regioni. Piemonte su tutte. Dopo aver lasciato a Forza Italia la possibilità di promuovere Alberto Cirio come candidato, ora spetterà al partito di Matteo Salvini l’ultima parola su chi dovrà correre per la poltrona di primo cittadino a Torino.

 

Per i leghisti però, più che il toto nome pare essere importante il programma. “Appendino ha fallito, ora tocca a noi proporre la nostra visione della città. Portiamo come esperienza il buon governo della Regione, una delle regioni con l’indice di contagio più basso per quanto riguarda il Covid e una delle poche a stanziare un bonus” ha sottolineato Fabrizio Ricca. Elena Maccanti, dal canto suo, mette in cima alla lista delle priorità l’automotive: “Nel decreto rilancio il M5s ha stanziato 100 milioni di euro per l’automotive, 120 per i monopattini. Torino è piena di piste ciclabili, una politica miope che ha gettato nel baratro questa città”. 

 

Immancabile poi il riferimento alla Tav, sempre sostenuta dalla Lega: “Noi diciamo solo una cosa: il parlamento si è espresso, bocciando la proposta del M5s di fermare l’opera. La crisi di Governo è nata per quella, perché ci siamo opposti alla politica del no”.

 

Intanto sabato 4 luglio la Lega tornerà nelle piazze dei capoluoghi di provincia piemontese per completare la campagna di tesseramento 2020 e per una raccolta firme su temi considerati importanti come lo stop alla sanatoria per i migranti clandestini, la difesa dei Decreti Sicurezza voluti da Salvini e lo stop alle cartelle Equitalia.

Andrea Parisotto

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