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Eventi | 08 luglio 2020, 19:15

Torino torna a vivere "a cielo aperto" per un'estate di cultura e socialità

Presentato oggi il cartellone di iniziative che animeranno la città nel post lockdown: decine gli eventi organizzati dalla Città in collaborazione con Fondazione per la Cultura

Torino torna a vivere "a cielo aperto" per un'estate di cultura e socialità

Dopo i tormentati mesi di lockdown, Torino si sta preparando a vivere un'estate ricca di eventi grazie al cartellone di "Torino a cielo aperto", l'iniziativa della Città studiata per offrire spazi culturali e di socialità con l'obiettivo di tornare a vivere lo spazio pubblico rispettando le normative anti-Covid.

Lo sviluppo del progetto ha visto la collaborazione di diversi assessorati e della Fondazione per la Cultura: "Scegliere di partecipare al bando – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – in un contesto totalmente nuovo e incerto è un atto di responsabilità enorme. L'emergenza Covid ha messo a dura prova tutti, con questa offerta abbiamo scelto di rispondere in modo opposto al periodo appena passato: la condivisione dello spazio pubblico non è mai stata così importante".

Per quanto riguarda il programma, oltre alle Arene Cinematografiche, troveranno spazio decine di altri eventi organizzati da moltissime realtà grandi e piccole tra cui Teatro Stabile, TPE, Piemonte dal Vivo, ToDays, Torino Jazz Festival, Mito, Torino Spiritualità, Circolo dei Lettori e Casa del Teatro Ragazzi e Giovani: "Vogliamo – dichiara l'assessora alla cultura Francesca Leon – dare ai cittadini l'occasione di vivere all'aperto, tornando ad abituarsi a stare insieme e ad uscire di casa facendo attenzione alle norme di sicurezza".

"Torino a cielo aperto" è anche un'occasione di promuovere l'immagine della città: "La creazione di questo brand - spiega l'assessore all'ambiente Alberto Unia – non implica solo la riappropriazione degli spazi ma anche l'utilizzo di nuovi cercando di fare tutte le iniziative possibili per far ripartire Torino". A fargli eco è il pari grado al commercio Alberto Sacco: "I risultati – aggiunge – sono sotto gli occhi di tutti con una vera e propria invasione di tavolini in tutta la città: i numeri parlano di oltre 2mila richieste da parte delle attività di somministrazione e 500 da parte di categorie come parrucchieri e negozi; stiamo vendendo la città come vivibile e sicura".

Lo spazio pubblico sarà dunque al centro delle politiche e delle narrazioni cittadine dei prossimi mesi: "Il lockdown - conclude l'assessore ai diritti Marco Giusta – ha dimostrato come gli spazi privati non siano democratici, con famiglie numerose spesso costrette a vivere in case di piccole dimensioni; riscoprire la democraticità dello spazio pubblico all'interno di regole e opportunità che arricchiscono Torino è molto bello e importante".

Marco Berton

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