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Politica | 08 luglio 2020, 17:15

Piano regolatore: a Pinerolo fanno discutere “decollo e atterraggio”

La soluzione di spostare la cubatura dalle zone periferiche a quelle da riqualificare preoccupa le minoranze

L'ex merlettificio Türck

L'ex merlettificio Türck

La parola che serpeggia tra i banchi della minoranza è “ricorsi”. Agli occhi delle opposizioni, in particolar modo di Pd e Forza Italia, la variante generale al Piano regolatore del Comune di Pinerolo rischia di costare cara: «C’è troppa disparità tra le varie aree Ru (riqualificazione urbana, ndr), basta anche un progetto raffazzonato e non si subisce il taglio della cubatura – lamenta il capogruppo Pd Luca Barbero –. Senza criteri uguali per tutti, si rischiano numerosi ricorsi».

Quel che Barbero contesta è il meccanismo della perequazione, come è stato applicato dai Cinque Stelle. L’intenzione dell’Amministrazione Salvai è consumare meno suolo e realizzare una corona verde alla periferia del cuore urbanizzato di Pinerolo. La strada scelta è stata quindi lo spostamento dei diritti edificatori dalla periferia al centro, con un taglio netto dei volumi che si possono costruire.

«La cubatura trasferita sarà del 30% di quella originaria e del 50% se i terreni vergini saranno lasciati al Comune per realizzare dei parchi» spiega l’assessore all’Urbanistica Giulia Proietti. In totale si risparmieranno 12 ettari di terreni al cemento. L’immagine usata per questo tipo di soluzione è proprio quella del decollo e dell’atterraggio.

La cubatura spostata verrà inserita in aree di cosiddette “Ru”, ovvero già compromesse e da recuperare.

Il problema però, secondo Pd e Forza Italia, nasce proprio qui. Questo tipo di aree sono numerose in città, ma solo poche saranno usate per fare atterrare cubatura: tutte quelle per cui c’è già un discorso avviato con gli uffici, faranno il loro percorso (es. l’ex merlettificio Türck, l’area Acea di via Vigone o l’ex Corcos di San Lazzaro). Con dei vantaggi, rispetto alle aree in cui questo atterraggio avverrà, come una che si trova su via Vigone, di fianco a quella di Acea: in questi casi, infatti, i proprietari potranno edificare solo il 58% di quanto concesso dal vecchio Piano, perché dovranno lasciare il 42% alla cubatura in arrivo.

Barbero, ma anche alcuni esponenti dei Cinque Stelle, come il capogruppo Giorgio Pittau, propendono per soluzioni più drastiche: ovvero conservare i diritti edificatori originari solo a chi ha già sottoscritto una convenzione con il Comune.

Ma questa non è l’unica falla del Piano, secondo Barbero: «Si era detto che nel ragionamento complessivo sarebbe rientrato anche il cosiddetto Puvat, ovvero il Piano che attribuisce delle possibili destinazioni d’uso alle aree di proprietà pubblica, che sono da ricuperare. È fondamentale capire cosa si farà in quelle aree per avere un’idea complessiva della città del futuro e delle scelte urbanistiche».

Un altro nodo da sciogliere è quello dell’ex merlettificio Türck, dove il Comune sta trattando con i privati per arrivare a una convenzione che stabilisca un taglio della cubatura. La variante prevede che se questa convenzione non  andrà in porto e non verrà realizzata entro 5 anni, l’Amministrazione e i proprietari dell’area dovranno ridiscutere l’accordo. Una soluzione che non convince né la maggioranza, compreso l’assessore Proietti, né la minoranza e probabilmente verrà modificata. L’iter per arrivare a un’approvazione è ancora lungo, perché giovedì 2 luglio è stata presentata in Commissione la proposta tecnica del progetto preliminare, che è una fase precedente l’approvazione del progetto preliminare, che dovrà poi fare un iter di svariati mesi per arrivare alla fine e quindi non sarà sicuramente questa maggioranza a concludere il cammino.

Marco Bertello

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