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Economia e lavoro | 09 luglio 2020, 17:40

La rabbia degli operatori sociali precari del Comune di Torino: "Vogliamo certezze sulle graduatorie" (VIDEO)

Assistenti sociali ed educatori professionali hanno protestato davanti a Palazzo Civico: “Servizi in sofferenza e la qualità è diminuita”

La rabbia degli operatori sociali precari del Comune di Torino: "Vogliamo certezze sulle graduatorie" (VIDEO)

Gli operatori sociali precari assunti dalla Città di Torino sono scesi in piazza, oggi pomeriggio davanti a Palazzo Civico, per chiedere certezze sulla propria situazione lavorativa. Il presidio, al quale hanno partecipato una trentina di professionisti del settore, è stato organizzato dalla Cub.

I manifestanti hanno segnalato un calo della qualità dei servizi sociali cittadini dovuto proprio alla carenza di organico e al continuo turn-over: “Il Comune - ha spiegato Chiara, educatrice professionale – ha assunto pochissime posizioni a tempo indeterminato, mentre la maggior parte di noi ha firmato contratti a 36 mesi sperando che potessero bastare per esaurire le graduatorie".

"Tutto questo non è successo e i servizi sono in sofferenza: l'aumento dei bisogni dovuto all'emergenza Covid si è poi scontrato con la mancanza di stabilità lavorativa, con la conseguenza di inficiare un lavoro basato sulla fiducia”.

La richiesta è quella di agire sulle graduatorie: “Chiediamo – ha proseguito – un impegno a livello nazionale per scorrere le graduatorie e prorogare quelle in scadenza a settembre 2020. L'obiettivo è quello di dare continuità ai servizi e offrire quella qualità per cui la Città di Torino si è sempre contraddistinta ma che, negli ultimi anni, si sta affossando”. A proposito, è stata lanciata una raccolta firme per poter ottenere un'audizione dal Consiglio Comunale.

Le problematiche, in queste condizioni, sono all'ordine del giorno: “Siamo state assunte - ha aggiunto Lodovica, assistente sociale – con i fondi europei e una destinazione molto precisa. Nella pratica stiamo sopperendo alla mancanza di organico con un disagio evidente, essendo costrette a cambiare servizio per scadenza dei termini non appena capito il suo funzionamento".

"Dal privato sociale, in più, si lamentano: ogni giorno devono interfacciarsi con un operatore diverso”.

Marco Berton

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