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Attualità | 31 luglio 2020, 14:52

Rinnovato il mandato della garante dei diritti dei detenuti a Torino

Monica Cristina Gallo ricoprirà l'incarico per i prossimi cinque anni: le sue segnalazioni hanno contribuito ad accendere i riflettori sulle condizioni carcerarie alle Vallette, con le indagini scattate negli ultimi giorni

Rinnovato il mandato della garante dei diritti dei detenuti a Torino

A Monica Cristina Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino, è stato rinnovato l’incarico per i prossimi 5 anni. La decisione è stata presa dalla Sindaca Chiara Appendino, in accordo con il Presidente del Consiglio comunale e con la Conferenza dei Capigruppo, alla luce del prezioso e quotidiano lavoro svolto dalla Garante a favore delle persone private della libertà, nonostante le numerose difficoltà causate dalle attuali situazioni. 

E' di questi giorni la notizia dell'indagine sulle condizioni carcerarie legate ad alcuni episodi che si sarebbero verificati al carcere delle Vallette e che hanno visto la segnalazione arrivare proprio dalla stessa Gallo.

“Sono lieta di riconfermare la mia fiducia alla Garante Monica Cristina Gallo” – ha evidenziato la Sindaca Chiara Appendino. “Il lavoro di questi anni è stato caratterizzato da impegno e piena collaborazione istituzionale, con una solida visione generale rispetto alle progettualità portate avanti. In un periodo particolarmente delicato, che attraversa tutto il Paese, ritengo che le competenze e la sensibilità della dottoressa Gallo possano rivelarsi ancora un contributo prezioso per affrontare le sfide che ci attendono”.

“Ringrazio la Sindaca, il Presidente del Consiglio e i consiglieri per la conferma della fiducia accordata con il rinnovo del mandato per il prossimo quinquennio. Conferma che giunge in un momento complesso” – ha sottolineato la Garante Monica Cristina Gallo. “A volte, perché non accada mai più, occorre fare i conti con effetti collaterali che possono essere davvero difficili. Il carcere è un sistema che è fatto di uomini e donne, prima ancora che di ruoli, con tutto il carico di sofferenze, fragilità e aspettative, è un sistema con tante e complesse problematiche. Per entrare nei luoghi di privazione della libertà personale   serve una vocazione particolare necessaria a salvaguardare i diritti di chi espia una pena ed eliminare quei coni d'ombra sulle garanzie fondamentali. Servono cammini concreti verso i quali dirigersi, serve una collettività che sappia accogliere.  Questo rinnovo incoraggia tutti noi, dell'Ufficio a proseguire con determinazione la strada intrapresa, consapevoli di aver rafforzato quel dialogo istituzionale necessario e stimolato le reti sociali, di cui la nostra Città è ricca, per costruire opportunità concrete dentro e fuori”. 

Comunicato stampa

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