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Economia e lavoro | 05 agosto 2020, 15:58

Ex Embraco, sindacati con l'amaro in bocca: "Ancora nessuna certezza"

Stamattina in prefettura a Torino il tavolo tecnico sullo stabilimento di Riva presso Chieri: impegno del governo per la Cassa integrazione

Ex Embraco, sindacati con l'amaro in bocca: "Ancora nessuna certezza"

"Ci aspettavamo una risposta chiara sugli ammortizzatori sociali che peró è rimasta a metà. É vero, c'è un impegno da parte del Mise e del Ministero del Lavoro ad avere la continuità degli ammortizzatori,  ma siamo alle dichiarazioni, senza atti formali non possiamo averne la certezza". Cosí Ugo Bolognesi, referente della Fiom Cgil, a margine del tavolo tecnico sull'Ex Embraco organizzato stamattina in prefettura a Torino. "Le aspettative dei lavoratori sono tutt'altre - ha aggiunto Bolognesi - oramai la storia dura da molto tempo e sta subentrando la disperazione".

Per Arcangelo Montemarano (Fim Cisl) "quello di stamattina è stato un incontro che non ha dato le risposte che tutti noi aspettavamo. L'impegno per la Cassa integraziome c'è e mi sembra ovvio, mentre invece non abbiamo ricevuto risposte concrete sul futuro dello stabilimento, a dimostrazione che questa riunione ancora una volta non è stata preparata a dovere. Un incontro con al tavolo tutti gli interlocutori avrebbe dovuto avere un esito molto diverso da quello che è stato".

Secondo il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici Antonio Spera "occorre un nuovo progetto concreto, basato sul lavoro e non sull'assistenzialismo. Per questo chiediamo tempi di attuazione più celeri per la futura reindustrializzazione. Il territorio torinese non può dimenticare il suo cuore pulsante rappresentato dal binomio industria e lavoro”. Per il sindacalista "alla richiesta di cassa integrazione per cessata attività per 12 mesi, si potrebbero agganciare le nuove 18 settimane di cassa Covid-19 previste nel mese di agosto, ma dopo due anni di calvario, siamo in parte ritornati al punto di partenza. C’è invece bisogno di un percorso fattivo, che restituisca la dignità e quindi, lavoro alle 420 famiglie fino ad ora abbandonate”.

Presente anche la Uilm: "Serve ottenere almeno un paracadute per i lavoratori della ex Embraco, dopo che il progetto di reindustrializzazione di Ventures, due anni fa sponsorizzato dallo stesso Ministero, è fallito miseramente" dicono Gianluca Ficco e Vito Benevento, segretario nazionale e segretario torinese, che poi aggiungono: "La prima cosa da fare è preservare la destinazione in favore dei lavoratori di quel fondo che a suo tempo Embraco, controllata di Whirlpool, aveva destinato alla incentivazione del progetto di riconversione industriale e lo stesso speriamo che si possa fare con lo stabile. Tali asset devono essere utilizzati per favorire la ricerca di un nuovo investitore, garantendo nel frattempo la proroga degli ammortizzatori sociali, nonché per risarcire direttamente i lavoratori, qualora alla fine tale ricerca dovesse dimostrarsi infruttuosa. Anzi ad Embraco, e quindi a Whirlpool, chiediamo di reintegrare quel fondo, giacché risulta notevolmente ridotto dopo le cattive operazioni di Ventures. Due anni fa da parte istituzionale ai lavoratori si promisero le massime garanzie, perfino prospettando in caso di necessità la acquisizione diretta da parte di Invitalia. Ora sarebbe auspicabile che si tenesse fede almeno in parte a quelle promesse, con un intervento di Invitalia nel capitale di un potenziale nuovo soggetto impegnato nella riconversione del sito. Oggi - concludono i sindacalisti - concretamente si è riusciti a garantire l'erogazione di ammortizzatori sociali che escludano i licenziamenti e a tracciare un percorso di collaborazione con Regione e Ministero. A settembre faremo tutto ciò che possiamo affinché ciò generi effettive opportunità di rioccupazione".

Nel pomeriggio è arrivata una nota di Whirlpool che si è detta disponibile a venire incontro alle esigenze dei lavoratori (LEGGI QUI).

Marco Panzarella

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